Etichettato: umberto eco

se poi scoprono ke i folii non ci sono più

  io Baudolino di Galiaudo de li Aulari con na testa ke somilia un lione alleluja sieno rese Gratie al siniore ke mi perdoni
          a yo face habeo facto il rubamento più grande de la mia vita cio è o preso da uno scrinio del vescovo Oto molti folii ke forse sono cose de la kancel cancelleria imperiale et li o gratati quasi tutti meno ke dove non veniva via et adesso o tanto Pergamino per schriverci quel ke volio cioè la mia chronica anca se non la so scrivere in latino
          se poi scoprono ke i folii non ci sono più ki sa ke cafarnaum viene fuori et pensano ke magari è una Spia  dei vescovi romani ke voliono male all’imperatore federico
          ma forse non li importa a nessuno in chancelleria schrivono tutto anca quando non serve et ki li trova [questi folii] se li infila nel büs del kü non se ne fa negott

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I social, Eco e gli imbecilli

imbecille agg. e s. m. e f. [dal lat. imbecillis (variante del più com. imbecillus) «debole» fisicamente o mentalmente]. – Chi, per difetto naturale o per l’età o per malattia, è menomato nelle facoltà mentali e psichiche. Più spesso, nel linguaggio fam., titolo ingiurioso, rivolto a chi, nelle parole e negli atti, si mostra poco assennato o si comporta scioccamente, senza garbo, da ignorante, in modo da irritare: è un perfetto i.; non fare l’i.!; taci, imbecille! ◆ Dim. imbecillòtto; accr. imbecillóne (f. -a).
(Treccani)

Che l’umanità sia composta prevalentemente da imbecilli è storia vecchia, che preesiste all’ironia colta di Umberto Eco. Questo per una normale sedimentazione della grana grossa al livello più basso della piramide, mentre la grana fina, quella che sta al vertice, è più rara e brilla nel genio di intellettuali come il Nostro, squisito affabulatore che ne sa da solo quanto una biblioteca intera, ma di quelle ben fornite.
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