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Il vizio del blog, le blogosfere/pollaio (per esempio, Siena), il self publishing, la fiera della vanità. Zibaldoni gratis per penne incontinenti

I miei 50 lettori sono dei santi.
Gli altri, quelli che vedono passare le notifiche dei miei post sui social sospirando, dei benemeriti.
Ma perché tenere un blog nel 2019? Non sono attrezzi antiquati passati di moda?
Non lo so. Credo si tratti di una forma meno spinta del self publishing, che implica che tu consideri quello che hai scritto degno di essere stampato su un libro.
Il che è una cosa impegnativa. Continua a leggere

E’ rivoluzione, è social

Il temporale s’è portato via la calura. La schiuma bianca che scorreva giù per la discesa sull’asfalto rappresentava dieci gradi dieci liquefatti, ora tutto sta a far calare anche la temperatura in casa, visto che fuori si gode. Mentre bevo un succo tropicale abbastanza cattivo scrollo la timeline di facebook e faccio lo slalom tra i meme che in tanti condividono.  Continua a leggere

I social, Eco e gli imbecilli

imbecille agg. e s. m. e f. [dal lat. imbecillis (variante del più com. imbecillus) «debole» fisicamente o mentalmente]. – Chi, per difetto naturale o per l’età o per malattia, è menomato nelle facoltà mentali e psichiche. Più spesso, nel linguaggio fam., titolo ingiurioso, rivolto a chi, nelle parole e negli atti, si mostra poco assennato o si comporta scioccamente, senza garbo, da ignorante, in modo da irritare: è un perfetto i.; non fare l’i.!; taci, imbecille! ◆ Dim. imbecillòtto; accr. imbecillóne (f. -a).
(Treccani)

Che l’umanità sia composta prevalentemente da imbecilli è storia vecchia, che preesiste all’ironia colta di Umberto Eco. Questo per una normale sedimentazione della grana grossa al livello più basso della piramide, mentre la grana fina, quella che sta al vertice, è più rara e brilla nel genio di intellettuali come il Nostro, squisito affabulatore che ne sa da solo quanto una biblioteca intera, ma di quelle ben fornite.
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