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Le amate lenticchie e la mejadra

Ogni giorno che passa divento più ghiotto di lenticchie. Condite, speziate, con lo yogurt, col cotechino, da sole, insieme agli altri legumi, con tutte le diavolerie del mondo.

Le mie preparazioni preferite sono due: la zuppa di lenticchie, alla umbra, con dentro una qualche ciccia o anche senza, e il dahl all’indiana con le lenticchie rosse e le spezie.

A un certo punto, però, mi hanno regalato il libro di ricette gerosolimitane di Yotam Ottolenghi. E lì dentro c’è la ricetta della Mejadra, che è una roba buonissssima.

Ieri me la sono gustata per la seconda volta e ne farò ancora.

Si tratta di preparare un basmati con spezie e lenticchie e di unirlo a una cipolla fatta a striscioline, infarinata e fritta. Ci si può aggiungere dello yogurt oppure no, e pare che in medio oriente sia un piatto usato come da noi si fa per l’insalata di riso: roba da picnic, da pranzo freddo o che. Non so. L’idea di mangiare freddo qualcosa di fritto non mi sconfinfera molto, mentre ho gradito infinitamente la mejadra sia dal punto di vista visivo che da quello, fondamentale, gustativo.

In rete c’è pieno di copiature della ricetta di Ottolenghi, quindi basta cercare.
Io scrivo qua come l’ho fatta, ieri, con grande godimento.

Per due.

Ho preso 150 grammi di lenticchie secche, ne avevo un pacchetto toscane. In genere uso quelle di Colfiorito, ma per come è venuto il piatto credo che quelle di Castelluccio ci starebbero a meraviglia. Le ho lessate lasciandole un pochino al dente, visto che hanno da andare un quarto d’ora, poi, col riso.

Ho preso una bella cipolla di Tropea, l’ho divisa in due per il lato lungo e l’ho tagliata a striscioline abbastanza sottili. Poi l’ho messa in una ciotola, ci ho aggiunto tre/quattro cucchiai di farina bianca e l’ho infarinata bene e poi l’ho fritta, una manciata alla volta, in tre dita di olio di semi di girasole. Fino a quando non s’è fatta bruna e croccante.

In una padella tipo wok ho messo a tostare un cucchiaino di semi di cumino e uno di semi di coriandolo pestati. Un minuto.
Poi ci ho aggiunto un etto di riso basmati bello sciacquato, le lenticchie, un cucchiaino di curcuma, uno di peperoncino tritato e uno di cannella, e ho irrorato il tutto con olio d’oliva. Quindi ho aggiunto un paio di bicchieroni d’acqua tiepida, ho portato a ebollizione e ho abbassato il gas, coprendo e facendo cuocere un quarto d’ora a fuoco basso. Ho dovuto aggiungere un po’ di liquido verso la fine perché stava asciugando troppo.

Una volta cotto gli ho dato un altro goccio d’olio e l’ho lasciato 5 minuti a riposo, quindi l’ho messo nel piatto con le cipolle fritte, metà mescolate al riso, metà disposte sopra, a guarnire.

Squisito.

Forse con un paio di cucchiai di yogurt greco, allungato con l’acqua e salato, poteva andare ancora meglio. Non è difficile da fare e non ci vuole poi tutto ‘sto gran tempo. Lascia una bocca meravigliosa e perciò è dura mangiare altro, dopo.
Slurp davvero.

Sempre da Ottolenghi, magari per antipasto, consiglio il cavolfiore fritto condito con yogurt e salsa tahini. Stellare.