Etichettato: mario cipriani

Qua sò cazzi

Mario Cipriani, detto Stracci, raccontato dalla magnifica penna del mio amico Antonio Cipriani, qualche anno fa, per Accattone.

C’era uno specchio tutto scheggiato, che aveva perso la sua anima d’argento e rendeva le cose sognanti.
Era lo specchio che stava in fondo all’osteria di Pietralata vecchia, dove andavo a bere vinaccio sfuso (di cartine e zolfo) e a conversare con Mario Cipriani, Stracci per poeti e battone, er Balilla per altri acculturati; Mariuccio per il tutto il resto del mondo lungo le valli brunite pietralate. Luogo senza ali né possibilità di fuga. Per chi è fuggito da sempre e non sa più dove riparare il passo di fetente speranzoso borgataro in attesa perenne. Di un viaggio, di una donna, di un pezzetto di normalità così urlata da strappare silenzi alla gola. Continua a leggere

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