Etichettato: libri di vald’o

Vegetariano a chi?

piatti yogaHo sempre pensato che lo spezzatino di cinghiale si potesse digerire anche con un vairasana, e che per smaltire una sbornia un buon metodo poteva essere uno shavasana lungo mezza giornata. Col tempo, poi, uno impara a contenere gli eccessi alimentari, o almeno a comportarsi in modo da convivere con i sensi di colpa crapuloni.

Per chi è in cerca di strategie alternative al maiale, però, ci sono i deliziosi libri dell’Ippocampo, collana Pret à cuisiner, bellissimi da vedere, ricchi di fotografie e con un prezzone economicissimo.

Le ricette sono golose, se riuscite a concepire di mettere in tavola roba vegetariana. Capisco che la prospettiva vi spaventi, ma ci sono momenti in cui una bella insalatona sgrassante s’impone.

Tipo, la sera del pranzo della sporcellata, in cui avete ingurgitato sette portate di origine suina, o il giorno dopo un banchetto nuziale, oppure alla fine delle feste natalizie, o, peggio, nella terribile settimana di preparazione alle analisi del sangue, quando tentate di barare sul colesterolo.

Scoprire le virtù del cibo vegetariano, magari accoppiato, come nel libro dei piatti yoga, alle singole posizioni, vi aprirà nuovi mondi: ricette per colazione, pranzo, cena, dessert, condimenti e salse, aperitivi, feste. Da leccarsi i baffi. Poi si può sempre aprire il frigo, nottetempo, in cerca di quel prosciuttino che si affetta pure da Vald’o…

Raccontava e resisteva

sep
Ci sono scrittori che consideriamo amici, gente con cui si potrebbe stare a chiacchierare a nottate, bevendo vino, fumando sigari e ascoltando racconti di un mondo lontano che per un periodo, bellissimo e terribile, abbiamo sentito come nostro. L’America Latina, e soprattutto il Cile.


Luis Sepulveda, uscito indenne dal tritacarne delle prigioni di Pinochet, il dittatore che ammazzava i poeti, ha attraversato 70 anni da vero ribelle, scanditi da decine di libri e da una visione lucida del mondo, lottando contro i fascismi e le diseguaglianze con la parola scritta e con la militanza, quella vera.

Poi, in un giorno infausto, ha incontrato il Covid-19, mentre si recava in Portogallo per un festival letterario. Il virus lo ha ucciso, fissando la memoria della sua esistenza nell’opera sconfinata che ha prodotto, tradotta e apprezzata in tutto il mondo.

A me i ribelli piacciono, da sempre, e Luis Sepulveda era uno dei nostri ribelli preferiti.
Gli rivolgo un pensiero grato e prometto di ricordarlo, mentre accarezzo i suoi libri migliori.

 

La primavera è qui. Ma è ancora lontana

arminio
Prendi un angolo del tuo paese
e fallo sacro,
vai a fargli visita prima di partire
e quando torni.
Stai molto di più all’aria aperta.
Ascolta un anziano, lascia che parli della sua vita.
Leggi poesie ad alta voce.
Esprimi ammirazione per qualcuno.
Esci all’alba ogni tanto.
Passa un po’ di tempo vicino a un animale,
prova a sentire il mondo
con gli occhi di una mosca,
con le zampe di un cane.

 

 

 

Franco Arminio mi piace perché ha un cognome straniero.
E perché il paese dei miei nonni non ha mai avuto più di 50 abitanti, e adesso non ne ha più nessuno, perché non c’è più nemmeno il paese.
Mi piace perché ho imparato a fare il pane prima della pandemia.
Perché respiro insieme a un gatto da quando sono nato e amo ascoltare quello che dice.
Mi piace Franco Arminio perché è vivo, presente, attuale.
Anche parlando poco. Quando scrive.
Ti dice assaggia.
Cammina.
Respira.