Etichettato: interviste laziali

Interviste con laziali notevoli/8. Federico Malerba

Ecco la prima intervista del 2019 (ci siamo scritti, però, nel 2018). Federico è un perfetto archetipo di laziale pessimista e fierissimo antiromanista, di quelli che considerano la rivalità con i giallorossi come qualcosa che ha un forte impatto anche al di fuori del campo.  Si descrive così, e io, che lo stimo molto, non ho altro da aggiungere, anche se mi torna in mente, mentre scrivo, una volta che ci incontrammo a Formello, prima del memorial Raciti, se non sbaglio. Confermo che sembra più giovane dell’età che ha…
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Interviste con laziali notevoli/7. Francesca Fiorentino

JUVENTUS V LAZIOI laziali notevoli non sono tutti maschi, sia chiaro. Anzi, nella mia mappa ho disegnato molte tappe da percorrere al fianco di donne biancocelesti. Francesca Fiorentino è la prima: una brillante voce radiofonica che non conoscevo, non essendo un ascoltatore delle radio romane. In realtà ero un aficionado di Radio Incontro, che ascoltavo durante i lunghi trasferimenti serali nel traffico di Roma, seguendo una trasmissione condotta da Francesca Turco. Guarda caso, proprio la radio dove lavorava la nostra laziale notevole, che oggi è una giornalista professionista, cura un blog (questo è l’indirizzo) e si occupa di sport e di cinema. Si descrive così: Sono professionista da quasi vent’anni, ho lavorato prevalentemente in radio come giornalista sportiva e culturale. L’altra mia grande passione è il cinema e l’ho “esercitata” su movieplayer.it e attualmente su hotcorn.it (blog di Chili Tv). Ho anche aperto un blog che si occupa di tematiche femminili. Infatti ho scritto spesso di calcio…

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Interviste con laziali notevoli/6. Marco Ciolfi

murgia-alessandroC’è chi dice che non esistono tifosi laziali uguali tra loro e probabilmente è così. Io aggiungo che non esiste un identikit del tifoso patentato, nonostante in molti si tenda a stabilire un’ortodossia tifosa. Quelli che vanno sempre allo stadio, quelli che vanno sempre in trasferta, quelli che c’erano a Catanzaro e a Cava de’ Tirreni, eccetera.
Si tratta di manifestazioni stupide: non è un merito scappare via dalla comunione della figlia per andare allo stadio ed è giusto, e del tutto sano, che la passione per una squadra di calcio occupi il giusto spazio nella vita di ciascuno. Quello, cioè, che ciascuno trova giusto dedicarle. E se la passione è sincera, non credo si possa ritenere seconda a una dedizione maniacale. A una dipendenza. Continua a leggere

Interviste con laziali notevoli/3. Nanni Dietrich

Nanni Dietrich è il laziale più notevole che conosco. Perché gronda umanità da tutti i pori. E’ un uomo di grandi passioni: oltre alla Lazio l’automobilismo, su cui ha scritto per anni, il ciclismo, che pratica, infaticabile, su e giù per le strade dei Castelli, e il cinema, su cui ci somministra quiz e indovinelli di ogni tipo.
Inventarsi giochi e indovinelli, a pensarci bene, è un’altra delle sue passioni. Sono felice di poterlo incontrare ogni tanto, mangiando insieme e raccontandoci le cose della vita. Ha curato un libro importante,  Baracche, trascritto dagli appunti di prigionia di suo padre, nei campi di Dachau e di Wietzendorf, durante la seconda guerra mondiale.
La sua specialità? Pasta e broccoli, verso Natale…
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Interviste con laziali notevoli/2. Roberto Zolli

Tingerai i miei capelli di fucsia e ocra, 
ne farai amido e biancherie
ritorte gòmene sulla battigia
Odo profili di poiane dai cunei del porto,
capto nubi di rose come fiocchi blu tartan
di lentissimi mimi armati di lacrimanti pennelli,
e lune e il comico fumo di platani
nella notte bambola.
Tra le dita arpeggiavi pulviscoli d’anime,
abili cromie d’ossuti sciamani (in smoke)
al quotidiano viaggio dei ruoli,
E ricordo che ti limavo rasi di palpebre
giocando, penosa maniera, ad averti,
ma che lambivo solo gru di stelline o bengala,
scialbe parvenze in atomi.
Qui ora, nei lividi venti, sovviene
il tuo amato sciabicare sui nivei corridoi
della tronfia motonave, l’alberello viola
e, in corto, pulsante a un tremulo bivio di ladri:
quei fulvi briganti di ciglia.
(In crociera – Gabriele De Cosmo)

Ebbri di felicità e di vermiglio nettare locale, una notte declamammo con Roberto i versi imperituri di un lisergico poeta umbro, che accompagnava la sua poesia con squisite tessiture di chitarra. Salimmo insieme sul palco, a ritirare il premio Molinello, prestigioso riconoscimento che a Rapolano Terme ogni anno un’appassionata carampana signora attribuisce a qualcuno che si sia particolarmente distinto con la penna.
Noi scrivevamo raccontini rurali, anzi poderali, costretti in uno spazio angusto e da regole ferree, e ci colpì la forza immaginifica di quei versi, a loro modo anche un po’ inquietanti, che invitavano a congiungersi nella notte scura, cercando d’accenderla, tingendosi  e illuminandola di colori vivi. E ci lasciammo portare sulle onde del vino e della poesia (niente di zozzo, ché siamo mica uomini sessuali. E che avevate capito?).
Si racconta così, e io non aggiungo altro.

Mi chiamano Roberto, sono romano e laziale.
Sono nato in un gelido febbraio e dimostro sempre dieci anni di meno di quanti dovrei averne.
Sono un primiparo attempato ed un architetto mancato. Compagno, in tutti i sensi, felice.

Fotografo pigramente, da autodidatta, nello stesso modo nel quale coltivo l’altro mio hobby, la scrittura.
Prediligo l’anima nascosta dei luoghi ed i panorami sociali di persone.
Tifo Lazio e sto al mio posto. Continua a leggere

Interviste con laziali notevoli/1. Cesare Gigli

Cesare Gigli si autodefinisce Laziale di sinistra (non appena scopre dove sta). Adora John Lennon, Johann Chapoutot e Gianni Elsner.
Mi obbliga da subito, quindi, a cercare chi sia questo Chapoutot, che non ho classificato, nel mio infinito database di nozioni inutili. Si tratta di uno storico, il che rivela la grande passione di Cesare, che ha scritto dei saggi rigorosissimi, ma anche un romanzo storico. Polemista irriducibile (non nel senso della curva, eh, che sennò poi me le dà), ha collaborato con alcuni portali on line (Globalist, e, mi pare, l’Indro) e cura assiduamente un almanacco su twitter (@giglic). In realtà si tratta di un fisico, anche se non sembra averne il fisico. Ma i laziali, si sa, sono particolarmente intelligenti. Racconta di avere origini tra Latina e Roccagorga, ma mi fa strano, perché qui a Siena è pieno di Gigli e c’è anche un illustre omonimo, regista televisivo, mancato proprio quest’anno. E poi balla danze celtiche. Avrà qualche druido tra i suoi antenati? Continua a leggere

Interviste con laziali notevoli (intro)

Scudetto2000

Cominciò tutto (circa) vent’anni fa.

C’era internet e ci si chiedeva cosa farsene, e l’idea che venne subito a tutti era cercarci sopra cose riguardanti le proprie passioni. In tanti hanno detto che il calcio è la cosa più importante di quelle meno importanti, e parlarne in rete è stato automatico.

Siccome i laziali sono tanti e intraprendenti, è iniziata subito una conversazione fitta fitta, che non è mai finita, anzi. E’ stata laziale la prima grande comunità di tifosi in rete (Lazio.net) e lì dentro si sono conosciute e hanno condiviso le loro storie tante persone, accomunate dallo stesso “spirito”.

Storie diverse che testimoniavano un pensiero ricco di sfumature, raccontate da persone di valore, estranee al vippaio laziale che, nei primi 25 anni di comunicazione radiotelevisiva locale, aveva già prodotto i suoi “idoli”, caratterizzati spesso dalla stessa autoreferenzialità dimostrata dalla Curva Nord, intesa come soggetto che comunica.

Sul tema sono stati scritti saggi ponderosi e non starò qui a riprenderlo, perché non è di questo che mi preme parlare. L’umanità varia delle comunità laziali, fatta di gente comune, di artisti, di scrittori, di giornalisti, di sportivi, di ex calciatori, di scienziati, di docenti universitari, costituisce una piccola carboneria, una confraternita di gente resistente che si conosce e s’incontra, in piccoli gruppi e segmenti, una volta in qualche stadio, una volta in una bettola, spesso in una chat di Whatsapp o ancora su uno dei tanti forum su cui si è riversata la discussione.

Sono amicizie nate o sfociate nel virtuale che sembrano fragili ma spesso sono insospettabilmente solide, si basano su vera stima e trovano un tessuto comune in cui fanno coesistere diverse visioni del mondo e persone che vivono in luoghi e in condizioni diverse. Il tutto col pretesto, o forse grazie, alla fede laziale.

In questi contatti privati si accenna spesso alla narrazione che la comunicazione fa del calcio, e al fatto, rilevante se si parla delle cose laziali, che la roma (perdonino la minuscola i non laziali) sia una delle squadre “mediatiche”, il che porterebbe alla mortificazione della Lazio, o all’enfatizzazione di alcuni elementi negativi legati alla tifoseria ultras, buoni per mettere in cattiva luce tutto quello che riguarda il club biancoceleste.

Su questo noi laziali facciamo spesso della feroce ironia, anche se alcuni di noi cedono alla provocazione e si costituiscono in bellicosi comitati che pretendono rispetto e chiedono ragione delle offese ricevute.

Non è questo, però, che ci tiene insieme da vent’anni: è la qualità della conversazione, la prima cosa. E la capacità di condividere una visione che si è allargata in altri ambiti e ci porta a riconoscerci e a rispettarci. Una piccola ma solida, finanche rocciosa, se si tratta di fede, comunità.

Ci sono entrato dentro in un momento particolare della mia vita e ho trovato amici, ho cominciato a scrivere della Lazio e sulla Lazio e da lì, grazie a tante persone che ho conosciuto e che mi hanno apprezzato, regalandomi la loro amicizia, ho potuto fare tante cose che mi hanno arricchito personalmente.

Se ho scritto libri e articoli di giornale e se tengo blog da vent’anni è perché il 19 novembre del 1999 compilai la form di iscrizione a Lazio.net. Il resto è venuto dopo. Non ho prodotto cose importanti ma è stato importante per me produrle.

Ad alcuni degli amici che ho conosciuto in questi anni ho fatto nei giorni scorsi delle domande, quasi per gioco, cercando di mettere insieme materiale da plasmare in qualche maniera.

Comincerò a postare queste piccole interviste sul blog: non si tratta di laziali VIP, almeno non di quelli che monopolizzano le infinite dirette radiofoniche rimasticando sempre gli stessi concetti. Si tratta però di laziali notevoli, di gente che ha qualcosa di interessante da dire, magari facendo polemiche o affermando teorie o ancora sfogliando le foto in bianco e nero di una storia che ha parecchio da raccontare anche a colori.

Non parleremo solo di pistole e palloni e di eroiche trasferte in fondo allo stivale fatte da 50 persone e raccontate da 500. Parleremo della vita usando come pretesto la Lazio, come facciamo da vent’anni.

Nei prossimi giorni si comincia.