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La tragedia delle foglie

Charles-Bukowski-Prima-dellAIDSmi destai dalla siccità e le felci erano morte,
le piante in vaso gialle come grano;
la mia donna era sparita
e i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuote
mi cingevano con la loro inutilità;
c’era ancora un bel sole, però,
e il biglietto della padrona ardeva d’un giallo caldo
e senza pretese; ora quello che ci voleva
era un buon attore, all’antica, un burlone capace di scherzare
sull’assurdità del dolore; il dolore è assurdo
perché esiste, solo per questo;
sbarbai accuratamente con un vecchio rasoio
l’uomo che un tempo era stato giovane e,
così dicevano, geniale; ma
questa è la tragedia delle foglie,
le felci morte, le piante morte;
ed entrai in una sala buia
dove stava la padrona di casa
insultante e ultimativa;
mandandomi all’inferno,
mulinando i braccioni sudati
e strillando
strillando che voleva i soldi dell’affitto
perché il mondo ci aveva tradito
tutti e due.
(Charles Bukowski)

E così vorresti fare lo scrittore (disclaimer: post con amaro inutile strascico autobiografico)

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Se non ti esplode dentro a dispetto di tutto, non farlo.
a meno che non ti venga dritto dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere, 
non farlo.
se devi startene seduto per ore a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla macchina da scrivere alla ricerca delle parole,
non farlo.
se lo fai per soldi o per fama,
non farlo.
se lo fai perchè vuoi delle donne nel letto,
non farlo.
se devi startene lì a scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
lascia perdere.
se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
allora aspetta pazientemente.
se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos’altro.
se prima devi leggerlo a tua moglie o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.
non essere come tanti scrittori, non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori, non essere monotono e noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall’autocompiacimento.
le biblioteche del mondo hanno sbadigliato
fino ad addormentarsi per tipi come te.
non aggiungerti a loro.
non farlo.
a meno che non ti esca dall’anima come un razzo,
a meno che lo star fermo non ti porti alla follia o
al suicidio o all’omicidio,
non farlo.
a meno che il sole dentro di te stia bruciandoti le viscere,
non farlo.
quando sarà veramente il momento, e se sei predestinato,
si farà da sè e continuerà finchè tu morirai o morirà in te.
non c’è altro modo.
e non c’è mai stato.
(Charles Bukowski)
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Charles Bukowski: Tutti grandi scrittori

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ronzio del citofono interno.
(Henry Mason) sollevò il ricevitore.
“c’è un certo signor Burkett, un certo James Burkett…”
“può dirgli che gli abbiamo rispedito i manoscritti? glieli abbiamo rispediti ieri per posta. ci spiace, eccetera.”
“ma insiste per vederla di persona.”
“non riesce a toglierselo dai piedi?”
“no”
“va beh, lo spedisca qui.”
un mucchio di maledetti estroversi. erano peggio dei rappresentanti di spazzole, erano peggio di… Continua a leggere