Etichettato: antonio cipriani

Semo gente de borgata

La discussione infuria, chi è contro i rom, chi è a favore di Simone, chi sposta il fronte delle barricate a Casal Bruciato. Il mio amico Antonio su Strisciarossa ricorda che nel 1987 accadeva la stessa cosa sulle barricate a Villalba, lungo la via Tiburtina, paralizzata da decine di posti di blocco contro l’insediamento di un campo rom tra Setteville e l’Albuccione.:

Trentadue anni fa. La rabbia dei quartieri già allora dimenticati era esplosiva. Covava nel profondo, serpeggiava nel livore e nell’abitare difficile, disegnava le periferie, quei campi sterminati dell’abbandono, della fatica di vivere, dell’immondizia e del cemento a strappare via il verde, la campagna, l’idea di bene comune, il futuro.

La distruzione del tessuto sociale era in atto, avveniva nel silenzio della politica, quando non nella complicità di una politica che non aveva chiaro il contesto, che cominciava a rinchiudersi in un meccanismo autoreferenziale, in un dialogo sempre troppo ravvicinato col potere economico. E quel potere chiedeva distruzione in cambio di poco, di briciole di lavoro, di aria pestifera, di cementificazione sulle sorgenti delle Acque Albule. Tutto quello che c’era da perdere è stato perduto“.

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Il caso assurdo di Antonio Cipriani, giornalista destinato al carcere

Tutto quello che posso fare per un amico, purtroppo, è condividere. Forza, Antonio.

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Il mio caso assurdo di giornalista destinato al carcere

Stavolta racconto la mia storia: 34 processi ricaduti sulle mie spalle dopo il fallimento di Epolis. Senza più una lira e con un ordine di carcerazione.

di Antonio Cipriani

Fa un certo effetto aprire una mail e scoprire che contiene un ordine di esecuzione per la carcerazione. Cinque mesi e qualche giorno per aver omesso, come direttore responsabile del quotidiano E Polis, il controllo su un articolo scritto da un giornalista professionista. Questo dice la sentenza del tribunale di Oristano. Cinque mesi da fare in carcere e in subordine – se verranno accolte come spero le richieste della mia difesa – in affidamento in prova al servizio sociale o ai domiciliari. Continua a leggere

Qua sò cazzi

Mario Cipriani, detto Stracci, raccontato dalla magnifica penna del mio amico Antonio Cipriani, qualche anno fa, per Accattone.

C’era uno specchio tutto scheggiato, che aveva perso la sua anima d’argento e rendeva le cose sognanti.
Era lo specchio che stava in fondo all’osteria di Pietralata vecchia, dove andavo a bere vinaccio sfuso (di cartine e zolfo) e a conversare con Mario Cipriani, Stracci per poeti e battone, er Balilla per altri acculturati; Mariuccio per il tutto il resto del mondo lungo le valli brunite pietralate. Luogo senza ali né possibilità di fuga. Per chi è fuggito da sempre e non sa più dove riparare il passo di fetente speranzoso borgataro in attesa perenne. Di un viaggio, di una donna, di un pezzetto di normalità così urlata da strappare silenzi alla gola. Continua a leggere