Storie da bar

– Un bicchiere di vermentino, per favore – disse lei.
– Lo preparo subito – rispose lui – si accomodi pure dove vuole.

Lei si girò intorno, poi si sedette nel tavolo alla destra del bancone, vicino allo specchio.

Lui si mise a preparare, con gesti plastici e un poco affettati, un piattino di stuzzichini da servire insieme al vino. Pescò un’oliva verde di Cerignola col cucchiaino e la sistemò in una ciotolina. Non gli sembrava adatta a lei, era carnosa ma piena di un’anima dura, con un osso da rosicchiare con fatica, di cui liberarsi con un po’ di fastidio. Saporita, poi, forse troppo, fino a sconfinare nel salato spiacevole. Continua a leggere

Semo gente de borgata

La discussione infuria, chi è contro i rom, chi è a favore di Simone, chi sposta il fronte delle barricate a Casal Bruciato. Il mio amico Antonio su Strisciarossa ricorda che nel 1987 accadeva la stessa cosa sulle barricate a Villalba, lungo la via Tiburtina, paralizzata da decine di posti di blocco contro l’insediamento di un campo rom tra Setteville e l’Albuccione.:

Trentadue anni fa. La rabbia dei quartieri già allora dimenticati era esplosiva. Covava nel profondo, serpeggiava nel livore e nell’abitare difficile, disegnava le periferie, quei campi sterminati dell’abbandono, della fatica di vivere, dell’immondizia e del cemento a strappare via il verde, la campagna, l’idea di bene comune, il futuro.

La distruzione del tessuto sociale era in atto, avveniva nel silenzio della politica, quando non nella complicità di una politica che non aveva chiaro il contesto, che cominciava a rinchiudersi in un meccanismo autoreferenziale, in un dialogo sempre troppo ravvicinato col potere economico. E quel potere chiedeva distruzione in cambio di poco, di briciole di lavoro, di aria pestifera, di cementificazione sulle sorgenti delle Acque Albule. Tutto quello che c’era da perdere è stato perduto“.

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Porno vendetta ed educazione sentimentale

Trent’anni fa ci hanno messo in mano delle telecamere per farci tutti i film che volevamo, con delle comode cassette rivedibili col videoregistratore.

Poi ci hanno dato delle deliziose macchine fotografiche digitali con le quali scattare scattare scattare foto a migliaia senza bisogno di stamparle, scaricabili sul pc per farci giochini, ritocchi e varie. Continua a leggere

Roma e rom

Siamo alle solite: un centinaio di persone, secondo alcuni anche 200, sono scese in piazza per protestare contro il trasferimento di alcune decine di persone di etnia rom in una struttura d’accoglienza, a Roma, nel quartiere periferico di Torre Maura, noto per le vie dedicate agli uccelli. Continua a leggere

Cellulari e teatro

Oh tu, ometto sugli 80, che accendi il cellulare nel buio della sala, con l’attore sul palco che si sgola, perché lo fai? Aspetti forse un messaggio che non ti puoi permettere dei leggere una mezz’oretta più tardi? E tu, signora persa in mezzo alla platea, al tuo WhatsApp non potevi rispondere dopo? La notifica di Instagram non poteva aspettare?
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Amatrice e la vera zona rossa

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Aleggia vista dalla via della Fonte. Foto da Wikipedia

Ho scritto alcune cose su Amatrice, subito dopo il terremoto, per raccontare il luogo dei ricordi bambini e spiegare qualcosa del territorio, nel momento in cui tutti cercavano di capire se c’era altro oltre a un piatto di spaghetti.

Poi ho smesso, perché era un esercizio che non volevo continuare a fare, dal caldo di un salotto toscano, avendo visto quello che c’era davvero sul posto: danni che nemmeno mille bombardamenti, disperazione, consapevolezza che ai proclami e alle promesse di ricostruzione sarebbe seguito il vuoto più angoscioso. La solitudine. Il vento gelido della montagna che soffia sulle macerie inerti, in mezzo alle quali marciscono gli oggetti fabbricati a mano dai nostri nonni. Continua a leggere