Fare l’imprenditore è un mestiere difficile, che non possono fare tutti. Un’azienda in difficoltà è un mondo di sofferenza

Le mie vicissitudini lavorative mi hanno portato a operare in diverse aziende, gestite da mani sapienti oppure incapaci, in maniera prudente o spregiudicata o suicida o criminale, a seconda dei casi.

Ho imparato, lavorando in amministrazione e cercando di approfondire l’analisi oltre ai numeri di routine, che l’equilibrio di un’azienda è difficile da raggiungere e può essere fragile, esposto a rovesci legati alla congiuntura, ma anche agli errori che fa chi manovra.

E’ impossibile non farne, ma non è questo il punto: da un errore può scaturire anche una lezione salutare, un cambio di direzione proficuo, un nuovo sviluppo insospettato. Continua a leggere

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Il vizio del blog, le blogosfere/pollaio (per esempio, Siena), il self publishing, la fiera della vanità. Zibaldoni gratis per penne incontinenti

I miei 50 lettori sono dei santi.
Gli altri, quelli che vedono passare le notifiche dei miei post sui social sospirando, dei benemeriti.
Ma perché tenere un blog nel 2019? Non sono attrezzi antiquati passati di moda?
Non lo so. Credo si tratti di una forma meno spinta del self publishing, che implica che tu consideri quello che hai scritto degno di essere stampato su un libro.
Il che è una cosa impegnativa. Continua a leggere

Amori tortuosi

Lui la amava.
Lei lo amava.
Vivevano insieme.
Lui aveva un negozio in centro e stava lì tutto il giorno.
Lei lavorava in turni in ospedale.
La mattina, se lei non era al lavoro, facevano colazione insieme.
La sera, se lei non era al lavoro, cenavano insieme. Continua a leggere

La Lazio non è fascista

1200px-Stemma_della_Società_Sportiva_Lazio.svgNegli ultimi tempi mi è capitato più di una volta di spiegare, in due battute, che i laziali non sono fascisti.
Ho visto che la coda lunga porta di continuo su queste pagine lettori del mio post del 2015 su laziali e romanisti (la storia infinita), letto ormai da diverse migliaia di persone (mi toccherà magari aggiornarlo), dunque confido nei servigi di Google e affido alla rete un altro messaggio in bottiglia. Continua a leggere

Ho cominciato a leggere da piccolo (alcuni cadono dal seggiolone, a me è andata meglio)

photo_85889_landscape_850x566Ho iniziato a leggere presto, ma non prestissimo. Mi ricordo che c’erano un po’ di libri, a casa, che col tempo ho letto e riletto. Prima, però, ho cominciato a leggere fumetti. Topolino, naturalmente, e un po’ di roba d’importazione che mi passò mio cugino, una collana che uscì per la Mondadori, dal ’63 al ’67, con alcuni fumetti europei: Michel Vaillant, asso dell’automobilismo francese, il Professor Mortimer, fisico avventuroso, Dan Cooper, aviatore e cosmonauta, Jimmy Torrent, tennista, Ric Roland, reporter e aiuto detective. Roba sufficiente a popolare l’immaginario di un ragazzino delle elementari, alla quale si aggiungeva un robusto testo sulla storia della nazionale di calcio, letto e riletto e ultimamente ritrovato e ricomprato per pochi spicci su una bancarella. Le edizioni originali dei Classici dell’Audacia oggi varrebbero qualche soldo, ma io non conservo mai niente, o meglio a un certo punto mi stufo e butto via le cose o le regalo. Non ho l’animo del collezionista. Continua a leggere

L’otto m’arzo – giovani venditori di mimosa al semaforo

mazzo-di-mimosaIl mio amico Mauro abitava in un posto fantastico, praticamente dentro l’ippodromo delle Capannelle.

C’era tutta una campagna, una strada sterrata dove lui guidava prima di prendere la patente, e vari luoghi dove ci si divertiva da matti.
E un albero di mimosa.

Sempre scannati ma non privi d’iniziativa, decidemmo di spogliare l’albero, rimediammo non so dove delle cose per confezionare dei mazzetti di mimosa e ci mettemmo al lavoro, la sera del 7 marzo di un anno dei primi ’80, cazzeggiando, bevendo, fumando, mangiando,  e confezionando mazzetti sghembi e improponibili. Continua a leggere

Parlando con un robot: l’alienazione del cercatore di lavoro

8289La giornata di un cercatore di lavoro comincia presto: la posta elettronica si riempie di job alert che arrivano da tutte le parti, e bisogna gestirli, facendo finta che sia la posta del giorno che si esamina in ufficio. Ogni volta che esce un annuncio ti registri da qualche parte, ripetendo sempre la stessa trafila: crei un account, ci inserisci dentro una serie di dati: nascita, indirizzo, esperienza lavorativa, titoli di studio, le foto, soft skills, lingue, conoscenze informatiche e tutto. Continua a leggere

Parte il sussidio di cittadinanza (relativa)

I sussidi fanno bene alla salute. Chi non ha soldi in tasca se ne giova. Ci compra quello che gli serve, ci si toglie qualche sfizio frugale, alla faccia dei moralisti che vogliono darti i soldi negandoti di disporne come ti pare.

Sono misure che danno una puntellata a situazioni traballanti. Creano una sacca di gratitudine che torna buona alle elezioni e possono essere rivenduti, tra squilli di trombe, come misure che riducono la povertà. Oddio, Di Maio ne ha festeggiato al balcone la sconfitta, ma se dovessimo prendere alla lettera tutto quello che dice Di Maio staremmo freschi. Continua a leggere

Roma

Domenica sera ho visto questo nuovo film con Giallini e Mastandrea.
Loro due sono bravi e lavorano molto, tra cinema e TV. Qualche volta la qualità ne risente, altre volte va meglio. Ho provato, però, da cittadino romano emigrato ma sempre attaccato alle proprie origini, come un senso di stanchezza.

Osservando la vita dalla prospettiva della provincia toscana bellissima ho acquisito un punto di vista che mi fa dire che tutto questo scorrere via di battute sempre uguali, tutti questi lampi di stereotipo, tutto questo pestare sempre sugli stessi tasti mi ha stancato, anche se capisco che si tende a ripetere quello che funziona. Su Roma. Non solo. Continua a leggere

Il primo giorno

Accadde 32 anni fa. Era una bella giornata di sole che annunciava la primavera imminente. Come oggi. La mattina mi alzai come al solito alle 4.30, presi la mia Renault 4 rossa e mi avviai, sbadigliando, verso Via Flavia, dove mi aspettava il solito giro di consegne di pane, cornetti, torte e biscotti in giro per la zona: Via Veneto e dintorni, Via Palermo, Via Nazionale, Piazza Barberini. Continua a leggere