Vegetariano a chi?

piatti yogaHo sempre pensato che lo spezzatino di cinghiale si potesse digerire anche con un vairasana, e che per smaltire una sbornia un buon metodo poteva essere uno shavasana lungo mezza giornata. Col tempo, poi, uno impara a contenere gli eccessi alimentari, o almeno a comportarsi in modo da convivere con i sensi di colpa crapuloni.

Per chi è in cerca di strategie alternative al maiale, però, ci sono i deliziosi libri dell’Ippocampo, collana Pret à cuisiner, bellissimi da vedere, ricchi di fotografie e con un prezzone economicissimo.

Le ricette sono golose, se riuscite a concepire di mettere in tavola roba vegetariana. Capisco che la prospettiva vi spaventi, ma ci sono momenti in cui una bella insalatona sgrassante s’impone.

Tipo, la sera del pranzo della sporcellata, in cui avete ingurgitato sette portate di origine suina, o il giorno dopo un banchetto nuziale, oppure alla fine delle feste natalizie, o, peggio, nella terribile settimana di preparazione alle analisi del sangue, quando tentate di barare sul colesterolo.

Scoprire le virtù del cibo vegetariano, magari accoppiato, come nel libro dei piatti yoga, alle singole posizioni, vi aprirà nuovi mondi: ricette per colazione, pranzo, cena, dessert, condimenti e salse, aperitivi, feste. Da leccarsi i baffi. Poi si può sempre aprire il frigo, nottetempo, in cerca di quel prosciuttino che si affetta pure da Vald’o…

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