Gli emigranti, adesso

Da sempre, le farfalle, le rondini e i fenicotteri volano fuggendo dal freddo, un anno dopo l’altro, e le balene nuotano alla ricerca di un altro mare e i salmoni e le trote alla ricerca dei loro fiumi. Loro viaggiano migliaia di miglia per i liberi cammini dell’aria e dell’acqua.
Non sono liberi, invece, i cammini dell’esodo umano.
In immense carovane, i fuggiaschi se ne vanno dalla vita impossibile.
Viaggiano dal sud verso nord e dal sole nascente verso ponente.
Gli hanno rubato il loro posto nel mondo. Sono stati spogliati dei loro lavori e delle loro terre. Molti fuggono dalle guerre, ma molti di più fuggono dai salari sterminati e dalle terre bruciate.
I naufraghi della globalizzazione vagano inventandosi cammini, desiderando una casa, bussando alle porte: le porte che si aprono, magicamente, al passaggio del denaro, a loro si chiudono in faccia. Alcuni riescono a infiltrarsi. Altri sono cadaveri che il mare consegna sulle coste proibite, o corpi senza nome che giacciono sotto terra nell’altro mondo dove volevano arrivare.
(Eduardo Galeano)

 

 

 

 

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