Cellulari e teatro

Oh tu, ometto sugli 80, che accendi il cellulare nel buio della sala, con l’attore sul palco che si sgola, perché lo fai? Aspetti forse un messaggio che non ti puoi permettere dei leggere una mezz’oretta più tardi? E tu, signora persa in mezzo alla platea, al tuo WhatsApp non potevi rispondere dopo? La notifica di Instagram non poteva aspettare?
Continua a leggere Cellulari e teatro

Amatrice e la vera zona rossa

frazione_aliggia_copertina_490x368
Aleggia vista dalla via della Fonte. Foto da Wikipedia

Ho scritto alcune cose su Amatrice, subito dopo il terremoto, per raccontare il luogo dei ricordi bambini e spiegare qualcosa del territorio, nel momento in cui tutti cercavano di capire se c’era altro oltre a un piatto di spaghetti.

Poi ho smesso, perché era un esercizio che non volevo continuare a fare, dal caldo di un salotto toscano, avendo visto quello che c’era davvero sul posto: danni che nemmeno mille bombardamenti, disperazione, consapevolezza che ai proclami e alle promesse di ricostruzione sarebbe seguito il vuoto più angoscioso. La solitudine. Il vento gelido della montagna che soffia sulle macerie inerti, in mezzo alle quali marciscono gli oggetti fabbricati a mano dai nostri nonni. Continua a leggere Amatrice e la vera zona rossa

Tormentati amori sportivi

Lui la amava.
Lei lo amava.
Lui amava fare sport.
Lei no.
Lui usciva a correre la mattina presto.
Lei rimaneva ancora un poco a letto, spostandosi dalla parte di lui, ancora calda.
Lei a natale gli regalò un paio di guanti di pile. Per correre al caldo. Da Decathlon.
Lui disse: ah, hanno aperto un Decathlon qui?
Lei: certo, amore. Continua a leggere Tormentati amori sportivi

Fare l’imprenditore è un mestiere difficile, che non possono fare tutti. Un’azienda in difficoltà è un mondo di sofferenza

Le mie vicissitudini lavorative mi hanno portato a operare in diverse aziende, gestite da mani sapienti oppure incapaci, in maniera prudente o spregiudicata o suicida o criminale, a seconda dei casi.

Ho imparato, lavorando in amministrazione e cercando di approfondire l’analisi oltre ai numeri di routine, che l’equilibrio di un’azienda è difficile da raggiungere e può essere fragile, esposto a rovesci legati alla congiuntura, ma anche agli errori che fa chi manovra.

E’ impossibile non farne, ma non è questo il punto: da un errore può scaturire anche una lezione salutare, un cambio di direzione proficuo, un nuovo sviluppo insospettato. Continua a leggere Fare l’imprenditore è un mestiere difficile, che non possono fare tutti. Un’azienda in difficoltà è un mondo di sofferenza

Il vizio del blog, le blogosfere/pollaio (per esempio, Siena), il self publishing, la fiera della vanità. Zibaldoni gratis per penne incontinenti

I miei 50 lettori sono dei santi.
Gli altri, quelli che vedono passare le notifiche dei miei post sui social sospirando, dei benemeriti.
Ma perché tenere un blog nel 2019? Non sono attrezzi antiquati passati di moda?
Non lo so. Credo si tratti di una forma meno spinta del self publishing, che implica che tu consideri quello che hai scritto degno di essere stampato su un libro.
Il che è una cosa impegnativa. Continua a leggere Il vizio del blog, le blogosfere/pollaio (per esempio, Siena), il self publishing, la fiera della vanità. Zibaldoni gratis per penne incontinenti

La Lazio non è fascista

1200px-Stemma_della_Società_Sportiva_Lazio.svgNegli ultimi tempi mi è capitato più di una volta di spiegare, in due battute, che i laziali non sono fascisti.
Ho visto che la coda lunga porta di continuo su queste pagine lettori del mio post del 2015 su laziali e romanisti (la storia infinita), letto ormai da diverse migliaia di persone (mi toccherà magari aggiornarlo), dunque confido nei servigi di Google e affido alla rete un altro messaggio in bottiglia. Continua a leggere La Lazio non è fascista

Ho cominciato a leggere da piccolo (alcuni cadono dal seggiolone, a me è andata meglio)

photo_85889_landscape_850x566Ho iniziato a leggere presto, ma non prestissimo. Mi ricordo che c’erano un po’ di libri, a casa, che col tempo ho letto e riletto. Prima, però, ho cominciato a leggere fumetti. Topolino, naturalmente, e un po’ di roba d’importazione che mi passò mio cugino, una collana che uscì per la Mondadori, dal ’63 al ’67, con alcuni fumetti europei: Michel Vaillant, asso dell’automobilismo francese, il Professor Mortimer, fisico avventuroso, Dan Cooper, aviatore e cosmonauta, Jimmy Torrent, tennista, Ric Roland, reporter e aiuto detective. Roba sufficiente a popolare l’immaginario di un ragazzino delle elementari, alla quale si aggiungeva un robusto testo sulla storia della nazionale di calcio, letto e riletto e ultimamente ritrovato e ricomprato per pochi spicci su una bancarella. Le edizioni originali dei Classici dell’Audacia oggi varrebbero qualche soldo, ma io non conservo mai niente, o meglio a un certo punto mi stufo e butto via le cose o le regalo. Non ho l’animo del collezionista. Continua a leggere Ho cominciato a leggere da piccolo (alcuni cadono dal seggiolone, a me è andata meglio)