Interviste con laziali notevoli/6. Marco Ciolfi

murgia-alessandroC’è chi dice che non esistono tifosi laziali uguali tra loro e probabilmente è così. Io aggiungo che non esiste un identikit del tifoso patentato, nonostante in molti si tenda a stabilire un’ortodossia tifosa. Quelli che vanno sempre allo stadio, quelli che vanno sempre in trasferta, quelli che c’erano a Catanzaro e a Cava de’ Tirreni, eccetera.
Si tratta di manifestazioni stupide: non è un merito scappare via dalla comunione della figlia per andare allo stadio ed è giusto, e del tutto sano, che la passione per una squadra di calcio occupi il giusto spazio nella vita di ciascuno. Quello, cioè, che ciascuno trova giusto dedicarle. E se la passione è sincera, non credo si possa ritenere seconda a una dedizione maniacale. A una dipendenza.

Marco Ciolfi ha la mia stessa età ed è di Torpignattara. L’ho sempre considerato un amico e una persona di qualità, per l’allegria e la capacità di mantenere sempre un registro leggero. Ha affrontato i guai del nostro tempo rimboccandosi le maniche e ce lo racconta, tra le righe, mentre racconta la sua fede laziale.

Caro Marco, dicci qualcosa di te. 
Allora, sono del ’62 e anche se 11-12 enne ho avuto la fortuna di vedere la mia squadra del cuore vincere il primo scudetto… e dopo anche il secondo!
Sono nato e vissuto per più di 30 anni in un quartiere periferico di Roma (Torpignattara) ed ora vivo (molto meglio) in campagna, ad Arce (FR), dove gestisco un’edicola.
Mi sono diplomato in elettronica e dopo ho lavorato per più di venti anni in una grande azienda di telecomunicazioni, che poi ha deciso di chiudere i battenti della società di ricerca & sviluppo dove ero impiegato come tecnico.
Negli ultimi dieci anni ho scoperto la musica popolare e insieme a mia moglie abbiamo ballato moltissimo le varie pizziche tammurriate ballarelle eccetera. Oltre al ballo ho anche suonato il tamburo a cornice in vari gruppi. Ultimamente, sfruttando le mie conoscenze di elettronica, ho anche realizzato un microfono da applicare ai tamburi a cornice che uso con soddisfazione nei miei concerti.
I miei hobby sono una passione per la radio, intesa come attività radioamatoriale, la fotografia che negli ultimi anni ho un po tralasciata. La musica popolare come ho detto prima e… i social network. Debbo dire che frequento moltissimo FB ma quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni in termini umani e di crescita personale è stata LazioNet. Anni indimenticabili dove ho conosciuto e frequentato gente meravigliosa che credo mi abbiano migliorato.

Mi dici di più sulla tua passione per la musica e i balli popolari?
Diciamo che la passione del ballo c’è sempre stata, ma con mia moglie abbiamo iniziato a fare i balli di gruppo e quelli di coppia poco meno di una ventina di anni fa. Per la musica popolare invece è stata una cosa nata all’improvviso e senza una spinta esterna poco più di una decina di anni fa, nel senso che non conoscevamo nessuno che suonasse o ballasse questa musica. Posso dire che una serie di circostanze fortuite ha fatto sì che ascoltando una canzone (che poi non era nemmeno tanto tradizionale) di “pizzica” che spesso sentivamo nelle piazze dove si ballava tutt’altro, si scatenasse in me e mia moglie la voglia di approfondire la conoscenza di quel “sound” che poi ha fatto scattare la nostra passione per quel mondo e per l’ etnocoreutica prima, e, per quanto mi riguarda, poco dopo, anche per l’ apprendimento dell’uso di uno strumento musicale tradizionale (tamburo a cornice). Abbiamo scoperto un mondo che ci ha donato molto sotto il profilo dei rapporti umani (in bene e in male) e della conoscenza di una parte importante delle tradizioni della nostra terra. Posso anche dire che per me la musica popolare, dopo aver lasciato l’azienda dove ho lavorato per 22 anni, è stata un’importante ancora di salvezza a livello psicologico.

Come sei diventato laziale e quando sei stato allo stadio per la prima volta?
Sono diventato laziale subito, nel senso che da bambino non ho mai avuto simpatia per altre squadre. Avevo padre e zii tutti laziali. Mio zio aveva un bar vicino piazza dei Consoli ed aveva delle gigantografie dei giocatori della Lazio appese alle pareti, alcuni di loro frequentavano di tanto in tanto anche il suo bar, è stato quindi facile per me appassionarmi a quei colori. Calcoliamo che io sono del ’62, quindi all’eta di 8-10 anni ho potuto ammirare la nascita della Lazio che poi avrebbe vinto il suo primo scudetto.

La mia prima volta allo stadio me la ricordo molto vagamente, ero con mio padre ed ero un ragazzino, mi ricordo solo che pioveva e mio padre si mise a discutere con un tizio davanti che con il suo ombrello infastidiva lui e quelli vicino a lui! Forse sarà stato proprio l’anno dello scudetto o quello prima. Ripresi ad andare con degli amici del mio quartiere nei primi anni ’80, fondammo anche un gruppo con tanto di striscione “Legione”. Abbandonai dopo un paio d’anni perché persi interesse per quella cerchia di persone ma mi divertii molto, comunque, in quel periodo, anche se la Lazio non se la passava molto bene… Dopo aver conosciuto Lazionet e i “lazionetters” provai di nuovo interesse per lo stadio e mi ricordo che feci anche la tessera per un paio d’anni, la cara Pag si incaricò di andare ad acquistarla per mio conto. Anche lì la parentesi dello stadio durò un paio di anni ma fu veramente emozionante, vicino a tutti quegli amici con cui interagivo sul forum ogni giorno. Il mio mito era Gesulio, non mi sono mai divertito tanto come quando sentivo le sue orazioni… ahahah! Mitico!
Il lavoro e il mio domicilio a 100km da Roma poi mi hanno poi piano piano costretto a non poter più frequentare lo stadio e miei amici netters. Con mio grande dispiacere.

Non hai più potuto frequentare lo stadio, ma segui la Lazio quotidianamente. Come viene vissuta la passione per i biancocelesti da un posto lontano ma non troppo come Arce?
Io mi ritengo “fortunato” perché posso leggere tutti i quotidiani sportivi ogni mattina essendo il proprietario di un’edicola! Debbo dire però che io non sono mai stato un grandissimo appassionato, cioè ho vissuto dei momenti intensi ma non sono mai stato uno che non dorme per una sconfitta…

E’ vero che la ciociaria è un feudo laziale, o è solo un luogo comune?
Questa è una delle più grandi leggende metropolitane (dura a morire) che hanno inventato nell’altra sponda del Tevere e che però si smentisce da sola appena si esce dal G.R.A.: ti posso dire che dove vivo di laziali ce ne sono molti meno rispetto a romanisti e juventini, interisti e milanisti! Tanto per fare un esempio a Ceprano che dista 7Km da qui c’è un roma club (la minuscola è d’ obbligo…) molto frequentato e che organizza trasferte ogni domenica, inoltre qui da me c’è un Milan club…

Esistono ancora i club agguerritissimi che una volta partivano con i pullman per arrivare all’Olimpico, o la televisione ha ammazzato questa tradizione?
La seconda che hai detto! Già da almeno 15 anni i club di tifosi e i bar “sportivi” organizzano ogni domenica la visione della partita con il maxischermo. Qualcosa rimane come ho detto prima ma è un fenomeno ridotto a poche decine di “appassionati”.

L’edicola è un osservatorio privilegiato: esiste ancora un’utenza affezionata ai quotidiani sportivi o tra web e televisione ci siamo ridotti al lumicino? Hai qualche cliente che compra pubblicazioni laziali, o romaniste? Ti vengono proposti gadget o pubblicazioni che parlino di Lazio e Roma?
Allora comincio subito con il dire che io NON ho clienti che acquistano quotidiani che abbiano meno di 60 anni! Nessuno acquista solo il quotidiano sportivo ma quei pochi che lo fanno lo acquistano insieme al quotidiano normale, che sia locale o nazionale.
E secondo me la questione di internet c’entra poco, gli italiani non leggono, a prescindere dall’attingere notizie in modo gratuito dalla rete. Chiaramente di gadget sportivi nemmeno a parlarne, giusto qualche calendario che in questo periodo trovi in tutte le edicole. Qui lo sport non è vissuto in maniera “commerciale” e non si spende molto né per informarsi né per andare a vedere le partite. Ovviamente ci sono sempre le eccezioni… Però devi capire che la mia visione di questo mondo è un po’ decentrata, abito e lavoro in un paesino del frusinate, lontano da stadi, da radio locali che parlano solo di Lazio e Roma e con una tifoseria molto eterogenea con leggera prevalenza di… zebre!

Dammi i tuoi 5 giocatori della Lazio preferiti di tutti i tempi e dimmi due parole su di loro.

I giocatori della Lazio ? Come sai io non sono stato un grande e appassionato tifoso, nel senso che la mia Lazialità è stata quasi una tradizione familiare! Però alcuni calciatori mi sono rimasti impressi per le loro “imprese”. Di quelli che ho visto io il primo è senza dubbio D’Amico, quel piccoletto che univa il genio alla sregolatezza e che quando era in giornata buona era imprendibile e sopratutto aveva una grande lazialità.
Ometto di citare i più grandi per non sembrare banale e perché quelli dotati di grandi potenzialità come Piola, Chinaglia, Giordano, Manfredonia e tutti quei mostri sacri della Lazio di Cragnotti non hanno lasciato tracce emotive indelebili impresse nei miei ricordi. Io mi appassiono di più ai piccoli grandi come Fiorini, Miele (!) oppure Podavini (!!), tanto per citarne qualcuno, perché io fin da piccolo sono sempre stato dalla parte degli indiani! Quelli capaci di grandi gesti unici, un po’ per fortuna un po’ per volontà ferrea, e che poi tornavano nella loro quotidianità. Uno di questi è stato, per esempio, Guerino Gottardi! All’epoca a noi piaceva paragonarlo con Totti perché lui almeno qualcosa in campo europeo aveva vinto mentre il pupone… zero tituli!
Si lo so, la mia mente è un po contorta ma che ci posso fare… sono della Lazio!

E’ un meccanismo comune a molti tifosi, quello di identificarsi con un calciatore che rispetto ad altri è modesto, ma ci mette un grande impegno, e in campo lo trovi sempre tra quelli con la maglia sudata. Come mai se non ti senti un grande tifoso ti eri unito alla conversazione sul megaforum di Lazio.net? Avevi amici che hai seguito, oppure sotto sotto la Lazio la seguivi eccome?
Si verissimo, ma io sono un campione di ‘sta cosa! Fin da bambino ho sempre odiato i più forti e fatto il tifo per i più deboli, gli indiani americani, gli aztechi contro gli spagnoli, i daci contro i romani, fino addirittura a tifare per i S.F.49ers nel Superbowl di molti anni fa perché li davano tutti 25 a 1… e invece vinsero! Le mie giornate ideali sono quelle della super coppa contro i mostri della Juve: un tre a due al cardiopalma vinto al 94’ con un dribbling travolgente di Lukaku e l’insaccata del ragazzino Murgia !

Come mai se non ti senti un grande tifoso ti eri unito alla conversazione sul megaforum di Lazio.net? Avevi amici che hai seguito, oppure sotto sotto la Lazio la seguivi eccome?
Ma il mio non sentirmi un grande tifoso era magari un paragone con tanti amici di Lazionet che ricordano tutte le partite tutti i giocatori tutti i gol, che vanno allo stadio da anni! Io, sono sincero, non faccio questo tifo e nemmeno ho queste capacità mnemoniche! Ho frequentato lo stadio per due periodi non molto lunghi e a distanza di anni, ma per essere sinceri non ho mai abbandonato la mia “lazialità” neanche nei momenti peggiori. Per questo sarò sempre grato a Lotito (anche se l’ho molto criticato) e rimarrò sempre incazzato con Cragnotti per i disastri economici che lasciò.
Qualche volta leggo il CorSport ma non in maniera assidua, ascoltavo Radio6 spesso (ora non più: dalle mie parti non funziona più il ponte radio… mi devo decidere a contattarli!). Lazionet l’ ho scoperta per caso, feci tutto in un giorno, cercai qualche forum ma negli altri trovai solo tanto “becerume” e la sensazione che erano per lo più popolati da ragazzini. Lazionet invece mi sembrò da subito un altro mondo, oltre al fatto che apprezzai molto il fatto di avere diverse “stanze” dove si parlava e si discuteva di altre cose e non di calcio e di Lazio. Rimasi molto colpito anche dall’elevato livello tecnico e culturale di molte discussioni e di molti netters. Decisi quindi di dare una solida sterzata di fresco cazzeggio per impedire una virata del forum verso una deprecabile serietà!
Le motivazioni comunque per me furono chiare, era l’ inizio della fine dell’impero di Cragnotti e io ero incazzato per via dei disastri economici. Temevo fortemente di dover dire addio alla S.S. Lazio 1900 così come la conoscevo io e di dover iniziare ad appassionarmi a qualche nuova squadra partendo dalla serie C, magari un’A.S. Nuova Lazio… una catastrofe! Lazionet mi sembrò il posto migliore dove attingere informazioni sulla situazione e dove poter leggere le opinioni di persone molto più addentrate nei fatti di quanto non lo fossi io. Poi per fortuna iniziò la meravigliosa “saga” dei Katzari di Lazionet con Guido “Pitone”, Marco “Paolino”, Anna e Flavia e tantissimi altri amici con cui ho condiviso esperienze bellissime e indimenticabili, che ricordo con tanto piacere anche perché mi hanno arricchito molto dal punto di vista umano insieme a Lazionet sono cambiato… spero in meglio! Di sicuro ho imparato a scrivere meglio…

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