Linea 110/II

Di sabato al mercato di Smithfield. Il negozio di animali
fetido di sterco nelle gabbiette dei conigli,
melodioso di canarini, verdi e dorati,

ma muto ora come il lago Averno senza uccelli.
M’affrettai, cercavo scorciatoie per raggiungere il bus,
scansavo la calca con il mio Virgilio in borsa,

oltre bancarelle, montanti di bancarelle con in mostra
cartelle di tela, cartine, stampe, targhe di gesso,
spolverini di piuma, fiori artificiali,

poi rastrelliere di vestiti e cappotti che ondeggiavano
quando se ne tirava via uno dalla gremita intelaiatura
come le ombre dei loro proprietari, stipate sulla chiatta di Caronte.

(Seamus Heaney/continua)
Linea 110/I
Route 110/II

Smithfield Market Saturdays. The pet shop
Fetid with droppings in the rabbit cages,
Melodious with canaries, green and gold,

But silent now as birdless Lake Avernus, 
I hurried on, shortcutting to the buses, 
Parrying the crush with my bagged Virgil,

Past booths and the jambs of booths with their displays
Of canvas schoolbags, maps, prints, plaster plaques,
Feather dusters, artificial flowers,

Then racks of suits and overcoats that swayed
When one was tugged from its overcrowede frame
Like their owners’ shades close-packed on Charon’s barge.

(Seamus Heaney/continua)
Route 110/I

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