Cacca e pipì

“Da decenni, da quando siamo diventati appena più avvertiti, sentiamo dire: bastano cacca e pipì a scatenare l’ilarità. E’ proprio così, e dietro c’è la storia dell’antropologia umana e dei suoi meccanismi essenziali. Cacca e pipì ci fanno ridere: da bambini e, ammettiamolo, anche da grandi. Non solo: le parolacce ci piacciono, spesso ci piacciono molto. E’ proprio perché attivano una forma tutta particolare e irriducibile di sentimental-kitsch: la permanenza in quella condizione infantile (la “fase anale”?) che ci consentiva, con la cacca e con la pipì, di giocare beati. E questo spiega perché amiamo tanto i film “con le parolacce” – ovvero linguisticamente infantili – e alcuni li amano sia nella versione più primitiva che in quella più sofisticata”.

(Luigi Manconi, La musica è leggera, Il Saggiatore)

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