Fa caldo

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Ho sempre patito il caldo, sono parecchio caldo addosso di natura, ho le mani calde, la testa calda, emano calore e sudo di conseguenza. A Roma il periodo più caldo andava dalla seconda metà di giugno a tutto luglio, il periodo dell’umidità, dell’afa, che rende tutto più difficile. Vedi le famose frasi di Osho (Nun è er callo, è l’ummido che te frega).

A questo si lega la faccenda irritante della temperatura percepita, che mi pare poco scientifica, ma se poi la temperatura ti fa venire un coccolone quello che dice il termometro diventa un’inutile pedanteria da secchioni. A Roma si scioglie l’asfalto, quando il solleone picchia. I tacchi delle scarpe lasciano impronte inconfondibili e i piedi restano attaccati, per una frazione di secondo, quando cammini sotto il sole.

Non lo fa da adesso, l’ha fatto tante volte. E’ che quando fa caldo (ma se fa freddo è uguale) tendiamo a lamentarci. Normale. Se poi insiste, come quest’anno, e non ha nessuna intenzione di smettere, il problema diventa grosso. E l’aria si insozza di fumo: incendi, roghi tossici, aria infuocata che non circola, condizionatori che aggiungono la loro. Sembra un problema senza uscita. Trump se ne frega del surriscaldamento del pianeta perché ha una fracca di soldi, abita alla casa bianca e ha un’età che comunque non lo esporrà oltre un certo limite alle conseguenze del surriscaldamento planetario.

A lui di foreste, combustibili fossili e menate del genere non gli frega niente, se mancasse l’acqua in America dichiarerebbe guerra alla Finlandia dove esporterebbe la democrazia in cambio del prosciugamento di qualche centinaio di laghi. Si muove come se non ci fosse un dopodomani, concentrato su come fare cassa domani.

Noi stiamo tra l’incudine e il martello, insomma, e ci raccontano le cronache di siccità, malori, incendi inestinguibili e temperature come quella di Abu Dhabi. Laghi svuotati, fiumi secchi, fontanelle asciutte, acque minerali esaurite. Isterismi che per fortuna non abbiamo preso dagli animali. Frida, che è una gatta che sa stare al mondo, ha ridotto al minimo i movimenti, ogni tanto la trovi con un pezzetto di lingua di fuori, dorme e aspetta che passi. Gli animali non si lamentano mai, al massimo le scappa un miao flebile se la tocchi. Noi umani, invece, siamo nervosi.

C’è stata una recrudescenza di omicidi, che conferma le teorie di Faulkner (mi pare fosse lui) sul caldo che guida le dita affusolate delle mogli sulla lama dei rasoi che bramano far assaggiare alle gole dei mariti. Per la verità da noi a finire male in genere sono proprio le mogli. Almeno adesso si può dare la colpa al caldo. Che c’è per tutti, inutile incazzarsi con gli altri o mostrarsi scortesi, si rischia di beccarle peggio perché i nervi a fior di pelle ce li hanno tutti. Certo, i vaffa si dedicano soprattutto a chi il caldo invoca, d’inverno, quando fa freddo. Ma intanto per il troppo caldo non si può fare niente, di sicuro non toccarsi. Se provate a mettere una mano addosso a qualcuno quello protesterà. Se non capite perché provate a farvi poggiare una mano sulla spalla da un altro essere umano e vedrete. Così diventiamo ancora più nervosi, pensiamo che nostra moglie abbia una relazione col tizio dell’aria condizionata e meditiamo gesti sanguinari da fare usando le pompe di calore come clave o spezzoni da imbottire di tritolo.

Lamentarsi del tempo non ha senso: bisogna prendere quello che viene, il caldo d’estate e il freddo d’inverno. Quest’anno il clima sta dando il peggio di sé, ma mi ricordo un’estate allucinante, mi pare fosse il 2003, in cui per un tempo lunghissimo le temperature erano peggiori di adesso, con termometri che segnavano cifre tra i 45 e i 50 gradi, alla faccia di quelle percepite di oggi. Allora non se ne parlava, per fortuna. Oggi va di moda e i tg ci sguazzano.Gli sembra un rinfrescante. In ufficio col server acceso si finiva lessi, la gente fuggiva dalle spiagge e si alimentava a base di ghiaccioli. Poi è passata e ora ci risiamo. La superstizione associa le stranezze del clima a eventi funesti, tipo i terremoti. E’ una superstizione ma, come abbiamo visto, i superstiziosi sono al potere. Potremmo farci amici i signori delle scie chimiche, facendo loro rilasciare in atmosfera qualche gas refrigerante. Oppure fargli inventare un OGM o una pozione che ci immunizzi dalle oscillazioni del clima.

Ma poi non ci lamenteremmo più.
Sai che palle.

Insomma, non uscite nelle ore più calde, vestite leggeri, bevete molto, ma non alcolici. Se proprio non ce la fate andate a sedervi in un centro commerciale. Evitate di fare attività sportive sotto il sole, soprattutto se siete cardiopatici, bambini o anziani. Avete sentito il telegiornale, no?

(pubblicato sul Pinguino illustrato del 3 agosto 2017, numero monografico “A palla de foco”, Editrice Cooperativa Pois chiche)

 

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