Il Palio col calcio non c’entra niente

Da quando vivo a Siena mi capita di parlare con amici, parenti e conoscenti che cercano di capire qualcosa di più del Palio. Spesso li vedo fare accostamenti calcistici e vorrei spiegargli perché non è il caso di farlo. Ci provo qui, e mi perdonino i senesi se piglio qualche sbilancione.

  1. Il Palio non è un derby calcistico
    Lazio-Roma, Inter-Milan, Genoa-Sampdoria, Juventus-Torino, Chievo-Verona sono le stracittadine del calcio, storiche o di recente aggiunta. Un derby calcistico è  il confronto tra due squadre della stessa città che militano nello stesso campionato e si affrontano, perciò, due volte l’anno, salvo extra. Le Contrade sono 17. Credo sia lampante la differenza.
  2. La frequenza è diversa
    Solo 10 Contrade partecipano al Palio. Sia a luglio che ad agosto. Le 7 escluse corrono di diritto l’anno dopo, luglio su luglio e agosto su agosto, salvo squalifiche. Da questo discende che una Contrada non partecipa sempre al Palio e che può capitare che in un anno ne salti uno, o che li salti addirittura entrambi.
  3. Le possibilità di vittoria sono molto minori
    Una gara di calcio è un match tra due avversarie con tre risultati possibili. Da questo discende che ogni risultato è estremamente probabile. Per una squadra di calcio c’è il 33% di probabilità di vincere a ogni partita, posto che le contendenti siano in equilibrio. La Contrada si ferma al 10%.
  4.  La componente aleatoria incide di più
    I cavalli vengono tirati a sorte. Tra le 10 Contrade che non corrono di diritto 3 vengono estratte e si aggiungono alle 7 che non hanno corso l’anno prima. Il campo delle partecipanti fa molta differenza, perché può capitare a una Contrada di correre senza la rivale in Piazza, se ne ha una. L’ordine di ingresso nei canapi, molto importante, viene stabilito mediante un procedimento che ricorda il sorteggio.
  5. Il coinvolgimento dei contradaioli è infinitamente maggiore
    Le Contrade si sostentano esclusivamente grazie ai contributi dei contradaioli e ai guadagni delle loro attività. Non c’è nessuna Infront che tiene in piedi il circo a suon di milioni.
  6. Le due Feste sono il culmine di un’attività che dura tutto l’anno
    Il Palio non è solo quello che si vede il 2 luglio e il 16 agosto in televisione o in Piazza. Si lavora incessantemente per prepararlo, per addestrare chi dovrà andare in Piazza e per l’organizzazione della Contrada, che ha una presenza fissa sul territorio e rappresenta un punto di riferimento per i contradaioli.
  7. Varie ed eventuali.

    E’ del tutto improprio qualunque paragone tra la vittoria in un derby calcistico e quella del Palio, o tra la sconfitta in un derby calcistico e la vittoria della rivale in un Palio. L’unico accostamento possibile, che talvolta viene fatto, nei giorni della Festa, anche dai contradaioli, è quello cromatico. Ci sono associazioni possibili tra squadre di calcio e contrade: L’Onda ha i colori del Pescara ma si può facilmente accostare anche al Napoli e finanche alla Lazio, che però ha un colore più chiaro.
    La Sampdoria ha sulla maglia gli stessi colori dell’Istrice, il Fulham richiama la Lupa, molte squadre sono biancorosse come la Giraffa, il rossonero fa Civetta eccetera eccetera. Spesso (quasi sempre) l’accostamento estemporaneo viene colto dall’occhio del contradaiolo, che indossa questa o quella maglia perché i colori sono quelli giusti, il che si verifica anche occasionalmente, visto il delirio di colori delle maglie delle squadre di calcio negli ultimi anni, che cambiano in continuazione.

    Da non senese guardo con emozione e con partecipazione il Palio ma mi sembra giusto mantenere un minimo di distanza da una tradizione alla quale, da “straniero”, non appartengo. Molti si calano di più nell’atmosfera della Festa e, spesso, la vivono insieme ai contradaioli veri, trepidando come loro. Il segreto sta nel rispetto per una tradizione plurisecolare: mi è caduto l’occhio, qualche giorno fa, su una parte del Costituto senese, che fissava regole per un Palio da correre nel 1310. Altro che pallone.Godiamoci il calcio e appassioniamoci al Palio, senza sovrapposizioni che non sanno di niente e lasciano il tempo che trovano.

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    • postpank

      Lupa. Scelta la bandiera, a febbraio del 2004. Mi piace molto il Palio ma non sono coinvolto in alcun modo con la Contrada e ho molti amici che sono della Contrada rivale… è una forma di rispetto, o almeno quello vuole essere.

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  1. postpank

    alcuni la fanno, ma varia molto a seconda dei punti di vista… Molte sono auto-associazioni in positivo, altre sono descrizioni in negativo della rivale

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