Di Facebook, amici, aborigeni e tribù, corpi, avatar e rimorchio virtuale

Qualche giorno fa ho preso in mano la penna e ho messo in fila, di getto, alcune delle motivazioni per cui i tifosi della Lazio non apprezzano Francesco Totti. Come ogni tanto succede, il fiocco di neve ha cominciato a rotolare ed è diventato valanga: il post è stato condiviso da parecchia gente ed è stato letto molto, e continua, è già oltre le 4.000 letture solo su wordpress.

Penso lo abbiano letto più che altro laziali, juventini e interisti, a giudicare dalle statistiche, ma anche parecchi romanisti, alcuni dei quali hanno commentato. Chi con insulti (al terzo ho stoppato la possibilità di commentare il post, ché non ho voglia di perdere tempo con gli haters), chi argomentando, e ne sono venute fuori un paio di conversazioni, una delle quali per me piacevole.

Per vecchia milizia socialforumistica rifuggo le polemiche accese con gli sconosciuti, ma mi piace ragionare serenamente con persone che non conosco. Zuckerberg è convinto che Facebook possa rappresentare un veicolo per l’interazione globale.

Mi viene in mente che non so che cosa potrei dire all’Aborigeno di Guzzanti.

Io non la farei così grossa, però ho osservato, nel caso specifico, una cosa: dato l’argomento calcistico, automaticamente la discussione si è messa su binari “tribali”: il laziale ha applaudito, il romanista ha deplorato. Poche le occasioni di confronto, probabilmente per la tesi un po’ controcorrente del post, che mi è stata rimproverata, bonariamente, anche da qualche laziale. Uno ha addirittura spigolato sul mio profilo facebook, sentenziando che siccome non mi piace la Raggi devo essere per forza del PD, oltre che laziale. Pensa che jella.

Uno schema che ricorre anche quando si parla di politica o di temi che la coinvolgono, tipo quello sulla legittima difesa. Uno dice una cosa o fa un titolo che con la doverosa sintesi si riduce a uno slogan. L’altro interagisce dal suo palchetto rispondendo per le rime o associandosi, se riconosce il compagno di tribù. Alla fine si concentrano mucchietti di pensatori e applauditori dello stesso segno, pochi dei quali sono disposti a spendere qualche spicciolo di credito per interagire con quello che la pensa diversamente.

Qualche volta, però, il miracolo accade, e balenano in controluce alcuni elementi che faciliterebbero il contatto personale, gambe sotto al tavolino e birra da tracannare chiarendo il proprio punto di vista, con un sorriso e una pacca sulla spalla, come tra amici. Il virtuale ci aggrega in mucchietti di persone che non interagiscono, di norma, se non superficialmente. La ricchezza balena appena si affondano le dita nella sabbia, però, rivelando la quantità di rapporti che sarebbe possibile stabilire di persona, se solo si potessero superare le distanze che internet azzera virtualmente.

Una cosa che non si può fare se non impegnandosi, investendo tempo e risorse nell’approfondimento della conoscenza di una persona che, per forza di cose, è limitato da ostacoli fisici: distanze, tempo disponibile, possibilità di muoversi e di riservare energie a nuove conoscenze.

E’ più facile usare il mezzo per ricostruire rapporti interrotti o mantenerne a distanza. Mi pare più utile, facebook, a fare da mare per i messaggi in bottiglia della gente, quelli da far leggere agli amici, se se ne hanno, o da lasciare alla deriva nella speranza (illusione) che ci sia qualcuno che li legga. In realtà anche per i post funziona la coda lunga: l’80% delle letture è appannaggio, se va bene, del 20% dei post.

Gli altri passano inosservati e si disperdono, come lacrime nella pioggia.

Molto diverso il funzionamento del mezzo per rimorchiare: comunicazione ridotta all’osso, il sòla travestito da mignottone ti chiede l’amicizia e punta dritto allo scopo, che è quello di fregarti i soldi. Ma questa parte dei social s’inabissa nei bassifondi del deep web. Sappiano gli interessati che è meglio puntare sui siti per cuori solitari.

Mi pare più onesto Instagram, in definitiva, ma su Facebook si scrive. E la scrittura è terapeutica.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...