La sicurezza è di tutti. Come il lavoro

Il tema della sicurezza è complesso e non basta un provvedimento pasticciato a risolvere il problema.
Intanto è un tema che non è né di destra né di sinistra, se è vero che il diritto alla sicurezza è sancito dalla Costituzione.
E’ goffo, perciò, il tentativo di legiferare a comando su pressione delle destre, quasi a voler recuperare un po’ di consenso sul loro terreno.
Esistono interi palinsesti televisivi dedicati al tema che stanno lì ad alimentare allarmismi e paure per un semplice motivo: l’allarme genera consenso a destra. E per mantenere alto l’allarme bisogna non fare altro che continuare ad alimentarlo. E’ quello che fanno, con discreti risultati, in molti.
Sembra di capire che la Legge manca di chiarezza e divide in modo bizzarro il giorno dalla notte, come se ci fosse un segnale di apertura e chiusura delle ostilità. Un tema caro ai musulmani, che fissano termini ben precisi durante il Ramadan per alimentarsi o smettere di farlo (mi pare si osservi il sorgere e il tramontare di certe stelle).
Il problema è che TUTTI i cittadini devono vedere garantita la propria sicurezza e che non lo si fa, certamente, aggiungendo la sicurezza fai-da-te al pacchetto, anche perché non tutti possono permettersi di intervenire direttamente.
Un provvedimento di Legge che vada a ridefinire l’esercizio della legittima difesa in caso d’intrusione domestica dovrebbe avere un contenuto più “tecnico”, ma pare che il testo in via di approvazione complichi ulteriormente le cose.
Se andiamo a rileggere i giornali del passato, per esempio degli anni ’70, scopriamo che l’allarme è lo stesso, e la stessa è la litania che ci sentiamo ripetere nelle orecchie dai Tex Willer che a parole vorrebbero mettere mano al cinturone.
I ladri rubano, lo hanno sempre fatto e continuano a farlo, le situazioni tipo Arancia Meccanica sono sempre esistite e continueranno a esistere.
Fare finta che le cose siano cambiate serve, appunto, ad alimentare richieste di maggior sicurezza, facendo leva sul bisogno di sicurezza percepito. Niente di nuovo sotto al sole.
Non è così che si fa la lotta alla criminalità, è solo un modo per spostare il Paese a destra, dove tutti sembrano dover pescare per aggiudicarsi lo scontro elettorale. Non basta, però, perché quel bacino di voti/pensiero è limitato, e lo è sempre stato: il nostro è un Paese tendenzialmente di destra, che si fa trascinare su sentieri impervi e pericolosi per ignavia e per trascuratezza, ma questo non significa che chi vuole le ronde, i linciaggi, le sparatorie e tutto il resto riesca ad avere partita vinta. Per i più armarsi contro il crimine continuerà a non essere un’opzione, e chi deciderà di farlo non sarà per questo più al sicuro. Sarà, anzi, esposto a qualche ulteriore rischio legato al possesso dell’arma, che può essere essa stessa l’oggetto che attira il delinquente in casa.
Resta la delusione di vedere alternarsi governi su governi senza che si metta mano al vero problema percepito dai cittadini nel Paese, che è la mancanza di lavoro. Mancano le ricette, forse. Ma manca, soprattutto, il desiderio di sciogliere i nodi veri che ci impastoiano, perché oggi più che mai i politici, nessuno escluso, mirano a mantenere il consenso per gestire il potere.

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