La musica della notte

Presto, prestissimo ho capito che esisteva una musica da ascoltare di notte. Se a letto accendevi la radio, quella a onde medie, il suono ti arrivava in un modo… in quel modo. Era come se riempisse l’ambiente, ma in modo soffuso. Caldo. Ogni gracchio, ogni sfumatura delle voci e dei suoni raccontava delle storie, soffiava domande, accennava a risposte. E non era lo stesso in quello che restava del tempo, mattina o pomeriggio che fosse. La mattina trillava di Bacharach che chiamava il giornale radio, il dopo pranzo era denso e corposo tintinnio di pop e di ska. La notte era diversa. Quando rientravi a casa e ascoltavi musica al buio, in cuffia, in qualche luogo da solo sul bordo di un abisso di dentro e con quel suono nelle orecchie. Street Hassle è il trionfo della notte. Dal mio artista preferito: oggi lo so, allora nella bulimia di ventenne era solo uno dei tanti stimoli nell’iperventilazione dell’anima. Buonanotte. 

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