Report

Ho simpatia per l’ottima Gabanelli, e a pelle mi piace l’idea che esista un programma come Report, anche se non lo vedo quasi mai. Quando mi capita mi dice male: dopo una puntata che vidi tempo fa sui patimenti di Siena, che trovai inutilmente e gratuitamente tirata via al punto di essere quasi offensiva verso la città che mi ospita, stasera ho visto la parte del programma dedicata agli scandali della FIFA e alle faccenduole che stanno dietro al commercio dei diritti TV della Lega calcio. Sono rimasto deluso come l’altra volta. Niente di nuovo, tutta roba già vista: prima le accuse al metodo Blatter, alla FIFA dei magnoni e a tutto il vorticoso giro dei denari che ruota intorno al calcio (a proposito, qualcuno venga ancora a scandalizzarsi per i soldi che prendono i calciatori e per le partite taroccate, il doping, la connivenza con gli ultras e tutto il resto…). Poi l’immersione nel calcio italiano con il tentativo di far luce sul ruolo di Infront. E qua direi che non ci siamo per niente.

Su Infront si è scritto e detto di tutto: era del figlio di Blatter, ora chissà di chi è. L’hanno dipinta in tutte le maniere fosche possibili, quindi potrebbe essere, che so, di Pol Pot redivivo, del fantasma di Adolf Hitler, di Darth Vader in persona e sarebbe ancora poco. Ma quello che è successo in Italia è lineare: hanno vinto l’asta per i diritti TV e per una serie di altri diritti garantendo alla Lega 1 miliardo di euro all’anno più bonus per un certo numero di anni. Punto primo.

Punto secondo, la Lega (serie A) è un’associazione privata. Dallo Statuto della Lega, articolo 1:

  1. La Lega Nazionale Professionisti Serie A (di seguito: Lega Serie A) associa in forma privatistica le società affiliate alla F.I.G.C. che partecipano al Campionato di Serie A e che, a tal fine, si avvalgono delle prestazioni di calciatori professionisti.

il che significa che la Lega vende i diritti TV e tutti gli altri diritti legati alle associate, in base alle regole condivise, a chi gli pare. Foss’anche il Darth Vader di cui sopra.

Punto terzo, la campagna elettorale portata avanti da Lotito a colpi di telefonate un po’ villanzone di cui si è parlato, aveva dei contenuti perfettamente legittimi: Infront porta più soldi alla Lega, parte dei quali vengono ridistribuiti in forma di mutualità alle categorie inferiori, leggi Serie B e Lega Pro. Questa cosa è stata definita dal Reporter “voto di scambio” (sic). Come se fare riferimento a una ripartizione collettiva di diritti significasse una dazione individuale legata al voto.

Punto quarto, ha toni denigratori l’allusione all’inchiesta su calciopoli circa la prescrizione del reato di frode sportiva che sarebbe stato compiuto dallo stesso Lotito, perché inserito nel contesto del servizio come un privilegio di un mammasantissima. In realtà per quell’inchiesta la Lazio ha pagato un conto salatissimo con la giustizia sportiva, vedendosi negato il diritto a partecipare all’Europa League e scontando tre punti di penalizzazione l’anno dopo, per una violazione derubricata all’infrazione riguardante la regola della lealtà sportiva. Tra l’altro in ottima compagnia, come tutti sanno. Oggi si contrabbanda la prescrizione come privilegio legato alla “mafia” di Infront, succursale della “mafia” blatteriana.

Il tutto facendo confusione tra i ruoli spettanti a FIGC e Lega, e dimenticando che da vent’anni e passa le società di calcio professionistiche hanno scopo di lucro.

Si è partiti, quindi, dal voler raccontare lo scandalo del mercimonio del pallone globale e si è finiti a sfottere le millanterie di Lotito. Il tutto condito con la spruzzata finale di un Berlusconi che, per compiacere il pubblico di aficionados della trasmissione, regala frizzi e lazzi su una pseudopersecutoria perquisizione della finanza chez lui, e poi passa, giustamente, a significare che la Lega in quanto entità privata fa gli affari che meglio crede con chi ritiene conveniente, salvo, aggiungo io, violare leggi che non pare siano state violate. A parte fumosi accenni a clienti del riciclaggio internazionale che farebbero parte del gruppo di imprenditori calcistici clienti di Infront, e qua non si fanno nomi, e te credo.

Tutte qua le rivelazioni? Domenica prossima riguarderò il programma, capiterò sicuramente meglio, vedrò un’inchiesta fatta con equilibrio e senza faziosità. Soprattutto, non conoscerò le realtà che denuncia e non sarò in grado di capire quante inesattezze (chiamiamole così) dice, se ne dice.

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Un Commento

  1. dmitri

    Come Striscia la Notizia, ma con l’aggravante di riuscire a spacciarsi per qualcosa di serio, il programma ricorda la carriera professionale di un noto magistrato divenuto poi primo cittadino di una delle maggiori città italiane: tante accuse e pochi, pochissimi non dico condannati, ma almeno processati.

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