Marcie

io e Marcie

E’ difficile trovare le parole per salutare un animaletto che ti ha tenuto compagnia. Più difficile che salutare una persona, della quale puoi raccontare gli atti, le frequentazioni, i gusti, citare le battute, ricordare i pregi, sminuire i difetti. Con un cane si rischia di affogare la penna nel luogo comune. Il migliore amico dell’uomo.
Marcie era una cagnolina perfetta. Un cuore pieno di gioia. Mangiava la frutta, da piccola, saltava sul divano e se la sgridavi si metteva a testa in giù, col sedere per aria, e ti invitava a giocare. Tentava di aprire la porta ma non ci riusciva. Era succube di Alice, gatta fifona e un po’ nevrotica, ma gatta-gatta. Animale sapiente e discreto, dignitoso, paritario nei rapporti sociali. Marcie era festaiola e coraggiosa. Una volta attaccò un cane perché mi aveva ringhiato. Me l’avevano regalata e l’avevo subito condivisa con mia madre, visti gli orari di lavoro impossibili. Quando mi sono trasferito è rimasta da lei, ma ogni volta era un trionfo di baci e di salti di gioia. Volevo tornare per salutarla, era sempre più malata. Oggi c’è stato un peggioramento ed è andata via, accompagnata da mia madre e dal veterinario. E’ un dolore lacerante di cui non dirò, se non per rimproverarmi l’incapacità ormai conclamata di essere forte in certi frangenti. Lo sono, forte, in tutti gli altri momenti della vita. Il dispiacere per sapere spento quel cuoricino è troppo grande. Non è smart, un cane. Non è un supereroe come il gatto. Ma è la creatura che ti ama di più al mondo.
Per noi è una grande perdita.

Ciao, Canetopo adoratissimo.

E chi ti si scorda.

Abel

Giocava da solo, sotto il sole cocente, mentre il padre dormiva in una tenda sulla spiaggia. Aveva i capelli biondi e riccioluti. Era un bambino magro, cresciuto in altezza, disuguale come un cucciolo tutto zampe e orecchie. Addosso una maglietta/muta da spiaggia, rossa, di quelle di decathlon che difendono i bambini dal sole e dal freddo dell’acqua. Non che facesse freddo. A Cefalonia c’era sempre un sole caldo. La strada degradava a precipizio verso Myrtos. Le capre brucavano e sfidavano le leggi di natura, standosene ferme sulle rocce a strapiombo. Di notte si rischiava continuamente di investirne una con la macchina, perché stavano accucciate in mezzo alla strada.  Continua a leggere Abel

Lascia stare la gallina

1435917566_lascia-stare-la-gallina-daniele-rielli-quit-the-finzioni-andrea-sesa-570x300Una volta qui era tutta una distesa di blog. Un’eruzione continua di cose argute e interessanti da leggere che si legava in una ragnatela di citazioni che si cavalcavano, librandosi di liana in liana come Tarzan. Hop hop hop e ne scoprivi ogni giorno uno nuovo e lo collegavi al feed reader che poi non leggevi mai e che produceva ansia da compiti non fatti.

Poi la conversazione s’è spostata altrove, l’adorazione del proprio ombelico è diventata ancor più masturbatoria e la camicia di forza dei 140 caratteri ha ridotto tutti alla competizione per la battuta ironica più fica. Così si è cercato altro da leggere o da scrivere. Almeno, io l’ho fatto, e mi sono perso Quit the doner. Continua a leggere Lascia stare la gallina

Bambini sulla spiaggia

I bambini sulla spiaggia dovrebbero andarci per giocare. Secchiello, paletta, formine, tappini, pallone, racchettoni, braccioli. Imparare a nuotare. Correre avanti e indietro, stare in acqua finché non si lessano i polpastrelli, stramazzare addormentati sull’asciugamano o sul sedile posteriore della macchina che li riporta a casa sfiniti e cotti dal sole. Continua a leggere Bambini sulla spiaggia

La pasta con le sarde

Sono orgoglioso delle mie origini sicule: da parte di padre, affondo le mie radici a Centuripe, che è una cittadina antichissima di mezza montagna, provincia di Enna, 730 metri che man mano poi sali sali sali e arrivi in cima al vulcano. Niente a che vedere col mare, anche se in Sicilia tutto ha a che vedere col mare. E se in giro per il mediterraneo le cernie si chiamano col mio cognome, tra Liguria, Catalogna e Francia, forse tutta la terricolitudine di famiglia, se ci mettiamo a risalire indietro nei secoli, non è poi così vera. Magari discendiamo da pescatori di cernie della Magna Grecia, vai a sapere. Continua a leggere La pasta con le sarde

Agosto

Se n’è andato com’era arrivato, agosto. Ci ha ingannato: all’inizio scorreva tranquillo come un torrentello di montagna, era caldo e gentile. Poi si è girato e aveva un alito di morte. Un tocco gelido che ha mollato la presa giusto in tempo, come altre due volte quest’anno. Così è diventato angoscioso e preoccupante, sotto un sole furioso che non dava tregua, alimentando dubbi e paure. Chiedendo sacrifici, rinunce e cambiamenti. Nel frattempo, ho saputo, c’è chi ha trovato l’amore, e chi, come me, ha (ri)trovato l’amicizia. Mi è successo di ritrovare una persona cara e di convenire con lei che la vita è un friccico e non bisogna perdersi se ci si vuole bene. Ché september is coming soon. E infatti eccolo qua.