Il tifoso della Lazio e la sconfitta

I tifosi di calcio si dividono in due macrocategorie: quelli che tifano per le squadre che vincono, cioè Juventus, Milan e Inter, e quelli che tifano per le altre. le motivazioni sono le stesse per tutti quanti: la squadra della città, la squadra del padre, del/della fidanzata, cose così. Il tratto che distingue le due macrocategorie è legato ai successi della squadra del cuore. I tifosi dei tre club vincenti, detti “strisciate” per via delle maglie a strisce verticali bianconere, rossonere e nerazzurre, discettano di moduli e di campioni con una certa puzza sotto al naso, sono volubili, non sposano calciatori e allenatori per un lungo periodo, si aspettano sempre nuovi clamorosi acquisti sul mercato, si accalorano relativamente per i torti arbitrali, godendo in pianta stabile di arbitraggi favorevoli contro le squadre più piccole. Continua a leggere Il tifoso della Lazio e la sconfitta

Salvate gli animali. Dagli animalisti da Palio

Stavo guardando qualche replay a retrecine del Palio insieme a Frida, la mia miciolina fedele. Eravamo lì che ci gustavamo scròcchi di falangi, tonfi di capitomboli, sibili di nerbate, nitriti di dolore. A un certo punto lei, eccitata dallo spettacolo, è balzata sul bracciolo della poltrona e ha incominciato a picchiarlo selvaggiamente, come fa di solito, roteando il capino con gli occhi sgranati e alzando il culetto per aria.

Frida è eccezionale. L’ho rapita in una bella casa di campagna vicino a Sovicille. Mi avevano offerto il fratellino ma appena l’ho vista ho capito che era uno spettacolo di cuccioletto e l’ho deportata fino a casa mia. Lei non voleva, ha protestato vibratamente mentre scivolava sul cruscotto della macchina ma poi l’ho convinta a suon di mangiarini buoni (adora totani, alici, moscardini e filetti di gallinella). In ogni caso si è rifiutata di firmare il contratto che le avevo sottoposto e resta in casa in qualità di ospite a tempo indeterminato, affidata ad amorevoli micia-sitter ogni volta che i coinquilini umani si spostano altrove. Continua a leggere Salvate gli animali. Dagli animalisti da Palio

La risposta è dentro di te

Dora è stata così gentile da nominarmi per pormi 10 domande.
Sono cose che tornano ciclicamente nella blogosfera e rispetto alle quali sono, in genere, un po’ distratto, ma la gentilezza dell’amica blogger in questione è tanta e quindi accolgo con piacere la sua richiesta. Sarò banale, ma che v’importa? Non mi leggete e via.

Le regole sono:

  • Usare l’immagine
  • Rispondere alle 10 domande
  • Nominare altri 10 dieci blog e avvisarli
  • Porre 10 domande a questi blogger

allora, ecco l’immagine: coccarda
ecco le domande delle cento pistole:

1) Come definiresti il tuo blog in 5 aggettivi?
Non so definirlo. Ci scrivo sopra quando mi pare e non bado a niente: post lunghi, corti, argomenti che vanno e vengono, un po’ cazzeggio, un po’ faccio sul serio. Cinque aggettivi potrebbero essere: personale, disordinato, alterno, banale e ripetitivo. Ma non è così, il mio blog. Il mio blog è interessante, divertente, innovativo, colto, influente. Avrò esagerato? Alto, magro, biondo, gentile, ricco. No? Facciamo grasso, sudato, peloso, sciatto e bolso. Fritto, condito, unto, bagnato e gnucco andrà bene? Esponenziale, esoterico, esimio, esiziale, esperto. Frugale, fruttato, frusto, frullante, fruibile. Potrei andare avanti, ma meglio passare alla

2) E te stesso?
Ahahah, questa poi è una bella domanda. Scarsicrinito, pingue, discontinuo, ignorante, omofobo. Ma si tratta di una sintesi

3) Cosa ti fa arrabbiare?
L’insensatezza e quelli che guidano le pande a venti all’ora col cappello in testa.

4) Cosa ti rilassa?
Guidare, cucinare, scrivere, camminare/correre in silenzio.

5) Hai mai pianto di gioia?
Sì, ma per cose sceme.

6) I tuoi amici sanno che hai un blog o, comunque, che scrivi?
Sì, quasi tutti, ma in genere non parlo della cosa con nessuno, rispondo se mi chiedono qualcosa. Cerco di non spammare troppo, ma essendo un po’ fucilato talvolta combino dei casini. Spero mi scusino, ma colgo l’occasione per dire che non mi offendo se mi mandano a cagare.

7) Il cantante che ascolti più spesso?
Vado a periodi. In questa fase direi Neil Young e Elvis Costello.

8) La serie Tv o telefilm che hai nel cuore.
Ho sempre guardato poco la televisione, ultimamente guardo solo partite di calcio, ma quasi solo della mia squadra preferita, e qualche film. Dico Happy days.

9) Cosa ti rende particolarmente felice?
Sono un cuor contento, molte cose.

10) Perché hai aperto il blog?
In realtà ho aperto un fronte quindici anni fa che mi fa esternare delle cose. A seconda dei momenti questo flusso di chiacchiere si è indirizzato su siti web, forum, giornali di carta, giornali on line, libri, social network e, appunto, blog. Per motivi che non sto qui a ripetere questo è il quarto blog che apro. Dei precedenti non c’è rimasto granché in giro, il che un po’ mi dispiace perché ho perso qualche scritto che mi pareva interessante e che avrei recuperato volentieri. Ma non sono cose così importanti, o che non si possano riscrivere, magari meglio.

Ora dovrei nominare 10 blog, ma in questa fase non curo troppo le relazioni on line. So che dovrei, questo si ripercuote sul numero dei lettori di postpank. Ma i contatti li piglio soprattutto da facebook e non ho molto tempo da dedicare alla caccia di persone interssanti sul web, anche se so che ce ne sono tante. In questa quarta era del blog ombelicare personale sto apprezzando molto Dmitri, LGazometro, SuzieQ, TheRunningFranz, SquarciDiSilenzio, Bloom2489, Viaggi Ermeneutici. Mi fermo a sette. Dopo li contatto. Forse, perché in genere rispetto a queste cose sono distratto… e poi devo pensare alle dieci domande.

Dachau

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Imboccando a Monaco la Dachaustrasse mi rendo conto di una cosa: Dachau è una cittadina. Non si esaurisce con il KZ, il Konzentrationslager, ma ha una sua vita, un centro cittadino, ci abita della gente, ci sono chiese, fabbriche, uffici, scuole, impianti sportivi. Ci sono oggi come c’erano allora. Fa impressione vedere il traffico che passa dietro al muro col filo spinato e le torrette bene in vista. Mi viene da pensare al fatto che la gente convive ancora con quello che è stato, i cui resti si confondono col paesaggio. Mi viene da chiedermi come sia possibile abitare in un posto in cui giri l’angolo e avvisti la torretta di un campo di concentramento nazista. Continua a leggere Dachau

Brodo di carne con ingredienti naturali. Forse

Col brodo di carne si fanno un mare di cose. Viene caldo solo a pensarci, ma mentre sudo ne suggerisco due: il risotto alla milanese e la pappa col pomodoro.

Già per questo si dovrebbe parlare di colonna portante della cucina. Da decenni il brodo si può fare col dado, prodotto industriale che rende parecchio più facile la vita: non ti giri le scatole a comprare i prodotti e a prepararli come si conviene e il sapore è sempre ottimo. L’offerta è abbondante e cerca di richiamare l’attenzione con proclami roboanti. Continua a leggere Brodo di carne con ingredienti naturali. Forse