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Tsipras-Varoufakis Tutti a cantare lo stesso mantra, sinistra e destra non ci sono più, poi arrivano uno Tsipras qualsiasi, col contorno di Varoufakis, e le orecchie te le sturano loro. Certo che esiste ancora una netta differenza tra destra e sinistra. Un solco profondo, una voragine che sembrava colmata dall’appiattimento su posizioni prudenti dei politici, dal prevalere dell’amministrazione passiva e informe sulle idee.

Quello che è successo si descrive facilmente: ha vinto le elezioni, è andato a trattare, non ha ottenuto quello che voleva, ha chiesto una conferma del mandato, gli è arrivata forte e chiara. E’ una domanda, non una risposta. L’abbiamo banalizzata, perché ci pareva la domanda fosse “volete fare altri sacrifici oppure no?”, ma forse la domanda vera era un’altra: “siete con me se rimango sulle mie posizioni?” e quel no è stato il sì più convinto.

Il che riporta qualche palpito negli stracchi cuori che battono ancora a sinistra. Non è un trionfo, e nemmeno una vittoria. E’ il segno, però, che esiste ancora e può resistere un pensiero che mette al centro l’uomo, senza subordinarlo a doveri che sono funzionali esclusivamente a un modello di società. Per la maggior parte di noi questo modello è annichilente, come minimo deleterio. Porta appiattimento, spersonalizzazione, disagio sociale. Azzera o quasi la mobilità sociale verso l’altro, cancella (lo si grida da almeno cinque anni) forse per sempre il ceto medio dalla mappa continentale. Aumenta le differenze, polarizzando la ricchezza in modo assurdo e iniquo.

Che Tsipras abbia un programma o meno, la battaglia che porta avanti è politica: non c’è una trattativa con dei creditori, ma l’affermazione di un modello alternativo che solo lui ha la forza, oggi, di sostenere. Magari altri lo seguiranno. Forse anche da noi, se non ci si limiterà a mettersi un cappello nuovo in testa per far finta di essere diversi da quello che si è. Syriza ha risposto alle domande dei greci proponendo qualcosa di diverso.

C’erano le condizioni per farlo e non è detto che otterranno risultati importanti sul piano della trattativa, ma hanno dimostrato che c’è ancora spazio per difendere i più deboli e che la domanda di umanità e di solidarietà non può essere relegata tra le varie ed eventuali. Teniamone conto. Rendiamocene conto e facciamo qualcosa di nuovo, nello stesso solco, anche noi, prima che arrivi qualche vecchio ceffo a far finta di essere lo Tsipras italiano. Quanto a Varoufakis, che ha passato il testimone a Euclide, ha raccattato tante di quelle contumelie da far pensare che parecchia gente non abbia notato il curriculum importante, l’aspetto da tombeur de femmes, le idee chiare, la motocicletta, eccetera. Rispetto al burosauro europeo, un’altra marcia. Occhio che l’invidia è di destra…

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