Tsipras, Renzi e il derby del canarino

Ricevo dal mio amico Fabio Masci e pubblico di corsa.
Bandiera-Grecia
 
 

Molto probabilmente pochi avevano letto questa lettera di Tsipras scritta il 31 maggio scorso. E se molti non l’avevano letta o non ne conoscevano addirittura l’esistenza la ragione credo sia molto semplice: non è comparsa e/o non se ne è parlato quasi da nessuna parte.
Così come magari molti non sanno o non hanno letto le conclusioni della Commissione parlamentare greca sulla natura e la legittimità del debito greco. Anche qui sui giornali di punta non se ne è data notizia, non se ne è parlato, se non con tono minore, molto minore.
Altrimenti l’Europa intera saprebbe e saprebbe bene che il popolo greco ha ben poche responsabilità sull’accumulazione del proprio debito pubblico e che i frutti amari di tale debito sono stati sopportati dal popolo greco già sin troppo a lungo.
Del resto anche sulle accuse false di aver vissuto nell’agio che si rivolgono ai greci da circa cinque anni è stata fatta abbastanza chiarezza ormai. Ma nessuno o pochi spendono tempo a leggere qualche cosa sulle pensioni greche che non sia il mantra calunnioso delle baby pensioni (si dice anzi ai più alti livelli istituzionali delle cancellerie europee che le baby pensioni greche non debbono essere pagate da altri popoli. Che leader integerrimi abbiamo in UE….).
Il pericoloso Tsipras ora fa addirittura una controproposta scandalosa in cui in sostanza accetta il piano UE, trattando qualche centimetro in più di corda a cui impiccarsi.

Allego il testo, per chi ha voglia non è lungo e l’ho tradotto artigianalmente. Tanto per far capire di che si tratta.
Ebbene la Merkel ha detto che non se ne parla proprio; la proposta è irricevibile e non discutibile, almeno  sino a dopo il referendum indetto da Tsipras inopinatamente. Perché i governi possono anche consultare i propri cittadini, sì, però poi i creditori restano creditori e decidono loro se chiudere le banche – in buona sostanza.
Renzi ha detto invece che il problema dell?europa è la crescita e non l’IVA delle isole greche. Peccato che con i piani della trojka l’Europa è in recessione da 5 anni. Peccato che in Germania la patria del mini job che tanto gli piace ci sono scioperi crescenti di settimane di gente che col salario che ha si è resa conto di non farcela a vivere
Allora forse ci aiuta anche questo articolo di Revelli che a parte la farneticante conclusione  – le elezioni in Spagna e Portogallo, la sinistra italiana ecc… – racconta una volta di più la verità e spiega quale sia la posta in gioco.

Chi ricorda cosa accadde l’11 settembre del 1973? C’è una curiosa analogia fra quanto accade ora in Grecia e quanto accadde in Cile 42 anni fa. Ci sono due governi legittimamente eletti sottoposti a ricatti e pressioni affinché ripudino le promesse in base alle quali hanno ricevuto il mandato dai cittadini.

Ma se nel Cile del 1973 la democrazia fu salvaguardata da un golpe, ossia la sospensione della democrazia venne poi raccontata dalla narrazione tossica come un bene per tutti (e va bene, proprio tutti, no…), qui c’è una pretesa maggiore e se possibile più aberrante: si pretende di imporre con un percorso formalmente democratico, ma in realtà apolitico (cfr. articolo di Revelli) una scelta di indirizzo politico reazionario nei confronti della sovranità di un popolo, dopo averlo imbrogliato e vampirizzato, quel popolo, con manovre e salassi per cinque lunghi anni. Ma quel popolo ohibò aveva vissuto al di sopra delle sue possibilità!

Ora la questione secondo Renzi, che accusa Tsipras di volere fare il furbo – lui se ne intende…. – si riduce ad un derby fra dracma ed euro e quindi se i greci vogliono uscire dall’euro … affari loro (ma ovviamente confida che i greci scarichino questo Tsipras…).

Anche qui basterebbe rileggere il programma elettorale di Syriza e tutte le proposte via via presentate all’UE ed alla trojka per sapere che il governo greco non  vuole uscire dall’Euro, ma vuole soltanto ridiscutere un debito palesemente iniquo. Ma questo non sta scritto nei Trattati…

 

Quando si insediò il governo greco Varoufakis al primo incontro con i commissari europei disse che i greci sono come i canarini che i minatori portavano in gabbietta nelle viscere della terra: i canarini morivano all’istante inalando grisou, il gas letale delle gallerie. Dopo, inevitabilmente i minatori sapevano di essere in procinto di fare la stessa fine.

Ecco il derby, accedendo alla metafora del nostro sagace premier, è fra i canarini ed i padroni della miniera, anzi del vapore, che però, come spesso accade in economia, sono anche arbitri auto-nominati – ma questo è un dettaglio. 
E i popoli europei sappiano che morto un canarino, se ne trova sempre un altro… Le miniere sono riaperte… anzi non hanno mai chiuso.
Certo l’Italia è fuori dalla linea di fuoco…
 
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  1. dmitri

    Mah, quel restare umani sul manifesto mi lascia perplesso, non fosse altro che per il fatto che è uno slogan usato nella campagna di sostegno al terrorismo che porta avanti non riuscendo a scrollarsi di dosso le direttive del pcus. Ci sono poi molte omissioni che deresponsabilizzano Tsipras per il non fatto. Perché la Grecia continua a essere il paese comunitario che spende percentualmente di più in armi? Perché non si fanno le riforme fiscali che sono state chieste?
    http://diciottobrumaio.blogspot.it/2015/06/quali-privilegi-protegge-quel-marxista.html?m=1
    Ps: raramente sono d’accordo con quanto scrive.

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  2. Frusta

    😉 Dovrei polemizzare, ora, con chi definiva bufale le notizie che non più di un paio di anni fa arrivavano sottobanco (la stampa grossa le ignorava) dalla Grecia?

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  3. postpank

    mi mancano gli elementi per capire, procedo a sensazioni, è una questione che non si sa come prendere, l’unica cosa certa è che c’è un sacco di gente messa male.

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    • dmitri

      E il problema è solo quello; da profano ho l’impressione che paghino i soliti noti, come ovunque, ma che il problema ci sia, che non siano solo i “burocrati cattivi”.

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