Cimbelino

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(Dall’archivio del critico Eupremio Spinozza)

Dall’inviato
Eupremio Spinozza
Sette minuti di applausi scroscianti, fiori come piovesse e anche un paio di ricotte fresche per la bella Tatiana (vedi foto) che spopola nei panni di Imogene: questi i numeri dello straordinario successo del Cimbelino rappresentato in anteprima al Globe Theatre di Colle San Giovanni Scalo dalla compagnia di Marcello Crosta.

Dopo le succose anteprime piccanti circolate per il Cicolano nel fine settimana, finalmente sulla scena: Tatiana, per quanto bona, è tutta vestita, per la delusione del pubblico e dell’attor giovane Gaetano Mazzaferrata, che, strappata la parte di Postumo Leonato, sperava di poter leoninamente approfittare delle slave abbondanze della protagonista.

Invece no: l’inflessibile Cimbelino lo esilia, cercando di appioppare alla figlia il pipaiuolo Clothen, rampollo di prima mandata della fetusissima regina che spia e insegue la popputa ucraìna in ogni parte del palcoscenico e dei camerini.

Lei si nega e sospira al pensiero del baldo marito, frattanto migrato a Roma. Qua Iachimo il senese lo costringe alla scommessa: la mutanda d’Imogene sarà sua, e il cornutazzo si ricrederà sulle virtù della gnocca.

Aho, popolo, detto fatto: Iachimo cala l’asso a bastoni, Imogene lo fa olmo, ma lui s’introduce con l’inganno nella camera da letto della bella, e spia. Poi millanta la trombata e incassa la scommessa: Postumo vuole ammazzare la presunta soccola, affidandosi al fido Pisanio che non ci pensa nemmeno.

Nel frattempo Clothen sbrocca per l’arrapamento e parte in cerca della bella, attirata fuori corte dal Pisanio che per salvare capra e cavoli aveva fatto finta di ammazzare la gnocca. Costei, travestita da uomo, nonostante la quarta abbondante, finiva in una grotta con tre brigantacci che non capivano come fosse sto tinticamento all’inguine.

La mischia che segue vede nell’ordine Clothen che andava per decapitare e finiva decapitato, la mammaccia stecchita anche lei, il pentito Postumo che torna, travestito pure lui, a difendere Britannia dalle truppe di Caio e si batte con il millanta-trombatore Iachimo che perde e confessa.

Cimbelino, mollata la presa della mogliaccia intrigante, benedice i due colombi e ritrova i due figli rapiti da piccoli, quando questi smettono i panni dei briganti dal tinticarello incestuoso. Scopertisi fratelli dell’Imogene popputa, si devono accontentare della corona.

Finisce con le feste, i canti e i balli tra romani e britanni. Non che si trombi, beninteso. Applausi a parte, strascichi del dopo per via dell’esoso conto lasciato al consorzio agrario di Colle San Giovanni di sotto da Zelico, marito serbo della Tatiana, che già aveva accoltellato a una chiappa a mò di avvertimento il Mazzaferrata, ripiegato rapidamente sulla cassiera Anna, bionda e formosa, detta zompetta per via di un lieve singulto che ogni tanto ne scompagina l’andatura.

Lo spettacolo resta in cartellone anche domani. Al termine festa grande col Novello e le castagne di Colle San Giovanni di mezzo. Tre euri per un bicchiere e Grande Tombola: i vincitori saranno premiati da Tatiana in persona.

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