Il derby a Roma, fuori dal campo

20150525_98770_De-Rossi-dito-medio-derby

Lunedì sera il campo ha detto la sua verità: la Roma ha vinto 2-1 e si è aggiudicata il secondo posto in campionato, la Lazio dovrà resistere al Napoli se vorrà conservare il terzo. Facile, no? In meno di due righe si fa cronaca. Le complicazioni stanno tutte fuori dal campo, oppure, vista la discussione all’ordine del giorno, nei gesti “da tifosi” che i calciatori fanno. Continua a leggere Il derby a Roma, fuori dal campo

Ricordarsi: La maestra

La maestra si alzò dalla cattedra e andò alla lavagna. Prese il gesso e disegnò con mano sicura una mezza specie di stivale. L’Italia, con le isole, l’arco alpino e tutto il resto. Mise i puntini che ci segnavano le posizioni di Roma, Napoli, Milano, Genova, Venezia, Firenze, che so, Palermo, Bari. E i nomi dei mari. Tirreno, Ionio, Adriatico, Mediterraneo. E mentre disegnava spiegava. Qua e là, la rava e la fava, la Pianura Padana, il Po, gli Appennini, l’Etna e tutto il resto. Continua a leggere Ricordarsi: La maestra

La decadenza di Roma

La-grande-bellezza-1 In questo post su Eclettismi Marco Di Maio sottolinea la contraddizione che c’è tra l’immagine stereotipata di Roma e quella reale, che si scopre vivendoci. Di Maio dice: Da un lato il fascino e la seduzione dei grandi monumenti, della vita notturna, dell’eternità della sua storia, dei suoi palazzi, dei suoi luoghi più suggestivi; dall’altro l’effimera immagine di una città che non riesce più ad essere all’altezza della sua storia, che cerca di adeguarsi ai tempi in modo pacchiano, con l’ostentazione di un’opulenza che non c’è (o non c’è più), nel vano tentativo di nascondere la decadenza che ormai è nei fatti ed evidente anche agli sguardi meno attenti. Continua a leggere La decadenza di Roma

Derby, un pareggio che conviene. Alla Roma

2131212-lulic

Si sussurra di un pareggio annunciato nel derby, che converrebbe a tutte e due le contendenti. Si è partiti con le lagne napoletane sulla non contemporaneità dell’impegno che avrebbe sfavorito i partenopei, puntualmente poi sconfitti sul campo. Porta jella additare l’altro, soprattutto quando non si è proprio un esempio di fair play. Continua a leggere Derby, un pareggio che conviene. Alla Roma

Mangiamo schifezze. Il mondo buono è una bufala

1409154391870_wps_2_image001_png

La mia famiglia d’origine è il prodotto di una doppia inurbazione avvenuta nell’ultimo dopoguerra. Funzionava così: in campagna (nel mio caso, montagna) non c’era lavoro, se non a costo di enormi sacrifici da fare per coltivare la terra. La città riservava molte opportunità per chi voleva guadagnarsi un salario. Avere un’entrata in denaro fissa mensile era da preferire alla ricerca del sostentamento attraverso la coltivazione della poca terra a disposizione o l’allevamento non organizzato del bestiame. E quindi, in città. Continua a leggere Mangiamo schifezze. Il mondo buono è una bufala

Le belle sconfitte

474132480

Lo sport è il darwinismo nella sua forma più pura e il machismo è solo una delle forme di quel brutale spirito competitivo. In più il calcio ha perso il suo valore estetico e tutto è orientato al risultato, che è il prodotto di una tendenza generale di questa epoca e dello spirito di questi anni: non è qualcosa che viene dal calcio stesso. Il calcio manca di visione, gli allenatori amano presentarsi come grandi strateghi, ma non c’è una teoria, il un pensiero calcistico autentico che possa rivoluzionare il gioco e farlo andare oltre le statistiche, le strategie, le tattiche e, in generale, la scientificazione del calcio. (Ivan Ergic, intervista di Emanuele Giulianelli)

La Juventus ha battuto la Lazio, ieri sera, per 2-1, e si è aggiudicata la sua decima Coppa Italia, aggiungendola allo strameritato quarto scudetto consecutivo. Pronostico rispettato, partita bella e corretta, in campo e sugli spalti.

Continua a leggere Le belle sconfitte

Indignarsi per il calcioscommesse è da ingenui

calcio-scommesse_620x410

Indignatissimi, tutti, per il nuovo calcioscommesse, che scuote il calcio minore, tra Lega Pro e Serie D. Associazioni per delinquere che alterano i risultati delle partite! Calciatori compiacenti! Dirigenti che scommettono! Traffichini internazionali che corrompono! Continua a leggere Indignarsi per il calcioscommesse è da ingenui

Non ti pago

979583-scrooge

Imperversa nei social il racconto delle peripezie di autori e traduttori che non riescono a riscuotere i propri crediti verso alcune case editrici, anche importanti, che hanno problemi di liquidità o stanno fallendo. Chi ha lavorato deve essere retribuito, sempre, comunque e ovunque. Ai lamenti dei professionisti della cultura che non riescono a portare a casa i propri compensi aggiungerei quelli degli stampatori. Più che altro per solidarietà di categoria, visto che nella vita mi è capitato di fare il presidente di una cooperativa che stampava libri, riviste, pubblicazioni varie e cataloghi pubblicitari. Continua a leggere Non ti pago

Guerre di religione alla ternana

Il piccolo Mahmoud è arrivato un mese fa dal Senegal, ha undici anni e non parla italiano. E’ figlio di un immigrato che vive da vent’anni in Italia e che ha deciso di portare qui la famiglia. Va a scuola e fa la prima media. Come spesso accade, viene preso di mira dai compagni. Succede. E’ nuovo, straniero, nero. Lo sbatacchiano e lo prendono in giro. Lui reagisce. Continua a leggere Guerre di religione alla ternana

B.B. King

8605101956_1ba685066a_b

B.B. King ha passato quasi settant’anni sul palco con la chitarra in mano. Basta questo a descriverlo, più della lunga lista di onori e di riconoscimenti ricevuti. L’immagine del ragazzino raccoglitore di colore che diventa una leggenda del blues è una semplificazione retorica, ancorché racconti la verità. Parliamo di un artista rimasto fuori dallo star system, ultimo dei grandi bluesman neri, più giovane di Muddy Waters e di John Lee Hooker, gli altri due grandi maestri insieme ai quali ispirò molti grandissimi nomi della musica rock.
L’immagine di B.B.King è familiare: grande mole, sguardo pacioso, mani enormi che si muovono sulla fedele Lucille, poggiata sul pancione, dalla quale fuoriescono suoni e armonie essenziali e inarrivabili. Con la sua sterminata produzione discografica, era un artista tra quelli di cui non si può conoscere tutto. Ha cantato standard tradizionali, ha scritto pezzi originali, ha duettato con stelle come Eric Clapton e Bono Vox ed è sempre rimasto fedele alla musica e alla sua chitarra, Lucille, che si rifiutava di suonare cose che non fossero blues.
La morte era quasi annunciata, perché si sapeva delle sue precarie condizioni fisiche e più di qualcuno aveva pensato a BB King quando, poche settimane fa, era venuto a mancare Ben E. King. Il gigante aveva già salutato tutti, ringraziando per auguri e preghiere. Lo ricorderò regalare plettri a tutti quelli che si avvicinavano al palco in uno dei concerti più belli mai visti in vita mia.

http://listgeeks.com/widgets/1/view/favourite-b-b-king-songs/by/postpank