Casi umani: Marzio

ZappaLa maestra notò subito Marzio, perché in classe strizzava gli occhi e non vedeva bene la lavagna. Segnalò ai genitori l’evidente anomalia del pargolo, per le opportune correzioni. Dall’oculista il ragazzo si vergognava a parlare, così ne venne fuori una correzione tutta sbagliata, montata su un occhialetto d’osso che fece diventare Marzio lo zimbello della classe. Quattrocchi e mezzo naso. La sua vita diventò un inferno. Per sbrogliare la situazione avrebbe dovuto picchiare qualcuno, ma era il più piccolo della classe e non aveva idea di come fare a botte. Tirò avanti, aspettando le scuole medie.

Dove non andò meglio: il gruppo che si faceva le pugnette in classe lo prese di mira, insieme a qualche altro sfigato, e fin quando le bocciature a tappeto non bonificarono la classe furono tempi grami. Marzio non sapeva fare niente, era piccolo e pauroso e nemmeno bravo a scuola. La bocciatura arrivò al primo superiore, istituto tecnico industriale, disastri dall’aggiustaggio all’educazione fisica, con quello che c’è in mezzo. La strada della salumeria sotto casa spalancata: un posto da apprendista, per cominciare.

Un giorno venne preso d’assalto sul triciclo che usava per fare le consegne dal solito gruppetto di vecchi compagni di scuola. Salsicce, pane e biscotti rubati, debole quanto inutile resistenza.

Marzio arrivò a mani vuote a destinazione, ma trovò consolazione dalla cassiera del Vapoforno Artioli, Gaetana, che lo aiutò a medicarsi un graffio rimediato nella pugna, facendogli sentire il calore del suo cuore, che batteva impetuoso sotto la quarta abbondante che il camice teneva a stento a bada.

Marzio scoprì così le gioie della consolazione, il che gli sembrò una gran cosa. Gonfiava i bicipiti davanti allo specchio attendendo l’occasione per una rivincita che però non arrivò.

La cassiera smise di consolarlo per rivolgere le sue attenzioni a Giordano, garzone del Centro Carni in grado di incollarsi una mezza bestia sulle spalle. Lui motorizzò il triciclo e avanzò nella carriera fino a diventare il tagliatore ufficiale delle forme di Parmigiano. Sognò di aprire una salsamenteria tutta sua, ma poi ripiegò su un posto da banchista alla Conad, quattrocento a settimana, contributi pagati, giovedì pomeriggio libero, che in genere spendeva al cinema “Bounty”, un passato da seconda visione, ora declassato a cinema a luci rosse.

Prese la patente e comprò una 127 verde bottiglia. Quando non ci sperava più trovò l’amore che prima o poi arriva, convolando a nozze con la figlia di Pancaldi, rappresentante del caseificio Birindelli. Furbo come una volpe, Pancaldi invitò Marzio a un rinfresco prenatalizio, mollandolo tutto solo con la conturbante Eloisa, piacente tardona, adducendo la scusa di dover ritirare sette pan brioche da propinare agli invitati. Non c’erano invitati, ma questo Marzio lo scoprì solo vivendo. Eloisa lo ghermì e lo prese nella vasca d’alluminio dove si battevano gli stampi del cacio per girarlo di verso. Tutto gli fece un po’ male per qualche giorno, ma era felice e fidanzato.

Si fece crescere dei baffoni folti, che teneva alla messicana. Sposò in chiesa Eloisa. Ebbero due figli molto belli, Rodolfo e Liana. Lui da grande intraprese un brillante percorso di studi, lei era portata per il canto e il ballo. Il giorno della festa per la laurea in Giurisprudenza, però, Rodolfo non si presentò. Aveva lasciato un biglietto alla sorella, dove confessava di aver sostenuto solo il primo esame, senza superarlo. Si era poi invaghito di Casmerzerigo, studente fuori sede originario della Slavonia orientale, e aveva passato la maggior parte delle mattine degli ultimi quattro anni a casa sua, impegnato in torride pratiche sodomite.

Pancaldi, ora in pensione e nonno del laureando, apprese la notizia e per reazione bestemmiò la Madonna. Marzio chiosò: non esageriamo. Eloisa lo zittì, accusandolo di poca autorità paterna. Liana approfittò della circostanza per prendere la parola e rivelare agli astanti la sua segreta carriera di pornoattrice, arrivata a una svolta: una produzione californiana tutta per lei, che sarebbe uscita in DVD per natale.
Titolo: Liana, sdràiati su ‘sta banana.
Gli invitati, perplessi, bevvero l’aperitivo e se ne andarono, portandosi via i regali.

Marzio comprese che la vita non era stata giusta con lui. Si mise a letto e fu pervaso da cattivi pensieri che lo condussero inevitabilmente all’insonnia e a qualche difficoltà di peristalsi. Allora si alzò e si vestì nel cuore della notte.
Eloisa, svegliata dal rumore, gli chiese, assonnata: “Cosa c’è? Perché non dormi?”
Marzio le rispose: “C’è un problema”. E lei: “tra di noi?”.
Lui, misterioso, rispose, in un filo di voce: “Tra la gente”.
E uscì, nella nebbia autunnale, per andare ad aprire la Conad.

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