Sul prato verde (o sulla scrittura)

product_thumbnail.phpChiunque può pubblicare un libro: prendi word, apri un documento, scrivi una cosa lunga quanto basta, gli dai una sistemata, vai su un qualunque servizio di self-publishing, usi l’interfaccia più o meno amichevole che il sito ti mette a disposizione e il gioco è fatto, per la delizia di genitori, nonni, fratelli, sorelle, amici stretti che si sentono in obbligo di acquistare la tua fatica letteraria, non senza una scettica battuta di palpebre. Il problema, semmai, è scriverlo, il che ribalta la prospettiva del difficile. Nel senso, ora è più facile pubblicare che scrivere.

Poi c’è l’universo degli editori che chiedono un contributo agli scrittori. Quando facevo lo stampatore me ne capitarono alcuni di una certa (famosa) casa editrice che erano veramente brutti. Può darsi che sia utile per chi ha tanto bisogno di un editor, ma certo è un po’ triste pagare per pubblicare. Sembra la spia di un bisogno che si può fare a meno di provare, a meno che l’aspirante scrittore non sia determinato ferocemente alla distribuzione di quante più copie possibile dell’imperdibile opera, e quindi la pubblicazione autofinanziata diventa uno strumento come un altro di self publishing.

Il nodo è lo scrivere. C’è un momento in cui accade, qualunque sia la tecnica che uno usa: un progetto prende forma fino a diventare un lavoro finito, di qualunque livello sia. E’ bello farlo, come è bello correre e non importa a che livello si compete. C’è una soddisfazione intima nel fare una cosa e, magari, tenersela nel cassetto.

Tutti abbiamo scritto qualcosa nella vita (una lettera, un messaggio, una cartolina, una frase su un diario, eccetera). La sensazione, quando ti rileggi tempo dopo, nella maggior parte dei casi, è che quello che hai scritto fa schifo, è illeggibile, improponibile. Da vergognarsi. Succede a tutti. Però a quel punto  è successo: hai preso la penna e hai riempito un foglio. E’ questo che conta. Che sia un tweet da 140 caratteri o Guerra e Pace.

L’importante è mantenere il giusto profilo, non scassare le balle agli amici e ai parenti con proposte sconce di acquisti delle rimanenze e di stracche presentazioni in anonime librerie o in disperati cocktail bar che sperano di svoltare una serata con i venti partecipanti alla tua presentazione.

Un paio d’anni fa ho scritto un libro, l’ho pubblicato su lulu.com, agile servizio on line, l’ho proposto a una parte dei miei amici, segnatamente quelli tifosi della Lazio, perché il libro di questo parla. Il libro s’intitola “Sul prato verde” ed è una raccolta di bozzetti che raccontano, in modo ironico, o almeno cercando di evitare l’agiografia, alcuni giocatori della Lazio, preceduta da alcune note (un po’ troppo) autobiografiche. Ha venduto le 50 copie che avevo fatto stampare, una decina le ho date via io, parenti e amici si sono detti soddisfatti. C’è stato l’interessamento, non s’è mai capito se vero o no, di un editore altolaziale, ma non m’importava molto di andare in giro a promuoverlo, per me l’importante era averlo scritto.

Passata l’onda, l’ho reso disponibile, gratis, su google books e su scribd. L’hanno preso 250 persone circa, il che mi rende abbastanza contento. Spero sia piaciuto a qualcuno, gli amici mi hanno fatto un sacco di complimenti, ma sono amici. Avevo cominciato a lavorare a un’edizione ampliata, può darsi che decida di riprenderla, o di mettere su carta una delle decine di idee che in tanti anni mi sono archiviato, da qualche parte, nella testa. Copie cartacee non ne ho più, me n’è rimasta una. Se qualcuno fosse interessato può reperirlo on line sul sito di Lulu o anche su Amazon, basta cercare.

P.S.: Mi sono reso conto solo ora che Scribd vuole dei soldi per rendere accessibile il documento. Mi attivo per trovare un altro posto che lo lasci scaricare gratis, chi volesse leggere può farlo su Google Books.

Clicca qui per scaricare il pdf:
sul prato verde

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