Milano rosso sangue

Anche oggi cronaca nera protagonista: l’immobiliarista Giardiello si presenta armato al processo che lo vede imputato per bancarotta fraudolenta e fa fuori tre persone. Anche oggi il movente è “economico”: l’omicida spara per vendicarsi di chi lo avrebbe rovinato. Giudici, avvocati, soci, manca all’appello il PM, che verosimilmente poteva essere il primo bersaglio dell’odio. Sullo sfondo, pesanti irregolarità di gestione, pare, nell’ambito delle quali il pistolero riteneva di poter pretendere dai soci cifre più grosse di quelle, già importanti, che portava a casa, in nero.

Dal dissidio era nata un’autolesionistica querelle che avrebbe portato alla luce gravi irregolarità compiute dalla società di cui Giardiello era socio di maggioranza. Di lì il salto di qualità.

I conflitti tra soci sono spesso pesanti, per gli interessi in ballo e per il fatto che, quando viene meno la concordia, si tende a rompere e a colpirsi senza riguardo. La crisi poi porta tensione, ma in questo caso non c’entra.

Si è trattato di comportamenti imprenditoriali, a quanto si legge, piuttosto disinvolti. Mentre si amministra una società compiere atti che espongono a gravi conseguenze anche penali è molto facile.

Il difficile viene quando certi comportamenti emergono, per i controlli dell’autorità o per casi-limite come questo, dove la denuncia di un socio fa emergere il nero e espone tutti gli altri a rischi enormi.

Chi gestisce una società dovrebbe informarsi bene sulle conseguenze di certi giochi, perché fare carte false è fin troppo facile, ma ci sono molti elementi che possono sfuggire di mano.

E quando si comincia a parlare di serie conseguenze penali e di rovina economica irreversibile possono scattare meccanismi che sembrano folli, ma sono espressioni di lucida furia omicida, innescata dal desiderio di vendetta, o dall’immanente senso di rovina che spinge a trascinare con sé gli altri, in una sorta di delirio paranoide dove non esistono responsabilità, ma solo conti da regolare.

Si parla sempre di pelo sullo stomaco e di cinismo degli imprenditori. La verità è che i comportamenti borderline innescano reazioni fuori dalle righe: così chi si sottrae ai propri obblighi e chi fa scelte troppo spregiudicate può subirne le conseguenze.

Il vecchio adagio dice che il crimine non paga. Bisognerebbe che ci si rendesse conto, però, di quanto siano criminosi certi comportamenti apparentemente leciti, o considerati veniali, che possono innescare reazioni e gesti imprevedibili. In tutti i casi, nei rapporti economici e lavorativi ci vuole più senso di responsabilità. E più conoscenza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...