Casi umani: Amerigo Baba Shah

ce1d25efac1c3bb609234846d02294bfFin da piccolo Amerigo si rivelò paragnosta oltre ogni ragionevole dubbio. Aveva una grossa percentuale nell’indovinare il sotto mano di papà, il che non era poco, se si considera che il babbo, Gennarino Mano Lesta, era un campione del gioco delle tre scatolette, o delle tre carte, o di tutte le varianti che volete voi.

La mamma, donna pia e osservante, gli insegnò a credere, soprattutto per quanto riguarda la voce miracoli. Tenuto come una reliquia, il bambino sviluppò le proprie capacità latenti, mantenendo una decisa inclinazione per la preveggenza. Impressionante la regolarità con cui predisse per tre anni consecutivi che il Vesuvio non avrebbe eruttato nella giornata, esponendo sul balcone di casa la bandiera: oggi no.

Adolescente, il ragazzo incarrò una cotta per Achiropita, studentessa fuori sede esperta di religioni, che lo iniziò a tutti i saperi arcani, inoculando in lui la saggezza direttamente dal… ehm, lasciamo perdere. Due anni di frequentazione e il ragazzo, decisamente dotato, era pronto per andare nel mondo e predicare il Verbo di una nuova religione.

Per prima cosa, Amerigo comprò una tunica bianca di cotone, sulla manica della quale si fece ricamare tre effigi: San Gennaro, Sai Baba e  Diego Armando Maradona. Debuttò poi su TeleSmorfia, in prima fascia, con un programma sulla Saggezza e sulla Rivelazione, in cui, dietro modico compenso, segnalava quali numeri stavano per uscire sulla ruota di Napoli.

Rilevò con i modesti proventi una masseria nelle vicinanze di Capodichino, dove fondò una comunità religiosa, cambiando nome in Amerigo Baba Shah. Gli adepti potevano passare con lui un’ora a giorni alterni, purché portassero qualcosa: cibo tutti i giorni, offerte in denaro o beni con cadenza mensile. Non una tariffa fissa, ma non meno di una centomila lire.

Furono anni ruggenti: le ragazze facevano a gara per essere iniziate alla dottrina filosofica, che prescriveva spensieratezza, libertà sessuale, amore per il denaro e esaltazione del Maestro, le cui poche immagini circolavano a prezzi esorbitanti. Era vietato, infatti, scattargli delle foto, pena l’espulsione dalla scuola. In quegli anni felici Amerigo imparò la levitazione e  la bilocazione, poi la trilocazione, infine la locazione in nero. E così cominciò a investire i proventi della Scuola, ramo mattone.

Addestrò gli allievi più capaci in una delle arti divinatorie più ricercate: la previsione dell’arrivo dei Carabinieri. Intanto gestiva l’ingente patrimonio della Scuola, rimpinguato dai cospicui lasciti che alcune anziane adepte avevano generosamente inserito nel proprio testamento, prima dei trattamenti di benessere per cui la Scuola andava famosa, a seguito dei quali alcune vennero a mancare per eccesso di buonumore.

Lo tradì l’imperizia di un’allieva, incapace di riconoscere le mostrine della Guardia di Finanza. Seguì l’arresto, il processo, la condanna, la confisca dei beni e il soggiorno a Poggioreale. Come per ogni mistico, era giunto il momento della persecuzione. Amerigo Baba Shah si difese come un leone, ma capitolò sotto il peso di una lunga lista di capi d’accusa.

Si trova ancora a Poggioreale, da dove esce per dei permessi di lavoro, per recarsi in una località top secret. Si vocifera sia addirittura consulente della Presidenza del Consiglio per alcune vicende delicate: avrebbe affinato, negli anni bui della prigione, una sorta di rabdomanzia con cui, attraverso la lettura dei Ching, riconosce se un testo per un Decreto Legislativo è buono oppure no. Questo consentirà ingenti risparmi sui costi della politica: un teste revisionato da Baba Shah sarebbe, infatti, a prova di emendamento, il che consiglierebbe un’approvazione per direttissima, risparmiando sui costi del dibattimento.

Benito Mussolini

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A settant’anni dalla morte se ne parla, e molto, sul web. Rischiando di cadere nella celebrazione del luogo comune, pro o contro che sia. Sulla sua figura è stato detto e scritto di tutto. Da molti abbiamo sentito parlarne direttamente, quasi sempre bene: quando c’era lui, i treni che arrivavano in orario, ha fatto anche tante cose fatte bene, ha sbagliato alla fine e tutto il resto. Mussolini non era diverso dai politici di adesso, anzi.

Era un precursore, non esattamente nel senso buono del termine. Deciso, avventuriero, votato al protagonismo, cinico, autoassolutorio. Cinque prerogative che descrivono diversi leader politici italiani degli ultimi trent’anni. Non ha fatto tante cose bene, inutile insistere: ha governato il Paese da dittatore per vent’anni e in quei vent’anni ha adottato provvedimenti positivi o negativi per il Paese, che ha proiettato verso la spirale di morte e distruzione con cui si è conclusa l’ultima avventura, ma anche verso la vergogna e la negazione di secoli di civiltà rappresentata dalle leggi razziali.

La questione, oggi, non è augurargli o meno di riposare in pace, la questione è toglierselo definitivamente dalla mente, relegarlo nel suo loculo con tutta la torma di nostalgici che ancora razzola in questo Paese, che ha un disperato bisogno di una destra seria, moderna e capace, che si contenda il potere con una sinistra seria, moderna e capace.

Rapito dagli alieni al lago di Chiusi

Sgnagurz si batte
Sgnagurz si batte

Sgnagurz indietreggiò fino a casa, sfinito. Aveva una zampa lussata e gli faceva male una chela, per la lotta terribile ingaggiata con la mostruosa Cosa aliena. Ma era orgoglioso di essersi battuto fino a costringere l’orrendo rapitore a lasciarlo andare. Quando Sgritcherk lo vide, però, non gli riservò un’accoglienza calorosa. Continua a leggere Rapito dagli alieni al lago di Chiusi

Resistenza

resistènza s. f. [dal lat. tardo resistentia, der. di resistere «resistere»; il sign. 3 è un calco del fr. résistance]. – (…)
3. Movimento di r., e assol. resistenza, il movimento di opposizione e di lotta armata che si determinò durante la seconda guerra mondiale nei paesi occupati dai nazisti e dai fascisti, o comunque soggetti a regimi e governi filonazisti o filofascisti, contro gli occupanti e contro tutte le forze, politiche e militari, che collaboravano con essi: la r. europea, e la r. francese, olandese, danese, norvegese, polacca, sovietica, greca, iugoslava; la r. italiana (spesso anche assol., e per lo più con iniziale maiusc.: le forze, i valori della R.; i caduti della R.; il periodo della Resistenza). Riferito ad altri movimenti di opposizione e di lotta contro situazioni di oppressione politica e religiosa, contro regimi autoritarî, contro occupanti e invasori: la r. dei Boeri contro gli Inglesi; la r. ugonotta in Francia; la r. vietnamita, afgana, ecc.
(Treccani)
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Voja de lavorà saltami addosso

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– Te butti giù così? Cercate un lavoro…
– Ma a che fà? Er sangue mio nun se lo beve nessuno! Er lavoro? Le bestie lavorano!
(Accattone, PPP)

La polemica Manpower-Expo-Corriere a proposito della poca voglia di lavorare dei giovani è basata sul niente, ma rende l’idea del punto in cui siamo arrivati. Continua a leggere Voja de lavorà saltami addosso

Casi umani: Wanda

Socks-and-sandals-006Wanda non sopportava la gente che porta i sandali con i calzini. Da piccola aveva una paura folle di un vicino di casa che portava i calzini con i sandali o con le ciabatte e a volte se ne andava in giro con la canottiera bianca e un paio di pantaloncini striminziti, con i mocassini neri e un paio di calzini grigi tutti sbrillentati, fumando con un bocchino bianco delle sigarette pestilenziali. Continua a leggere Casi umani: Wanda

Casi umani: Marzio

ZappaLa maestra notò subito Marzio, perché in classe strizzava gli occhi e non vedeva bene la lavagna. Segnalò ai genitori l’evidente anomalia del pargolo, per le opportune correzioni. Dall’oculista il ragazzo si vergognava a parlare, così ne venne fuori una correzione tutta sbagliata, montata su un occhialetto d’osso che fece diventare Marzio lo zimbello della classe. Quattrocchi e mezzo naso. La sua vita diventò un inferno. Per sbrogliare la situazione avrebbe dovuto picchiare qualcuno, ma era il più piccolo della classe e non aveva idea di come fare a botte. Tirò avanti, aspettando le scuole medie.

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