L’ignoranza al potere

i-want-you-to-stay-ignorant-264x300Ci hanno voluto ignoranti. Lo siamo. Il popolo bue e le linee guida progressiste: basta una spruzzata di politically correct per farci votare la gente che piace. E così andiamo avanti da decenni, rinunciando al lavoro e a crescere come persone.

L’ignoranza però è diabolica e conosce tutte le strade per arrivare al potere. Così al tempo della crisi senza soluzione c’è chi raccoglie consenso in virtù della rozzezza del proprio pensiero. E’ ignoranza per ignoranti. Noi la snobbiamo, che orrore. Ma c’è chi la prende sul serio. Soprattutto spaventa il consenso che il politico che cavalca l’ignoranza riesce a portarsi a casa.

Così, la tentazione per i politici mainstream è quella di fare concorrenza a quelli ignoranti per recuperare consenso. Mi pare sia una specie di movimento tellurico trasversale, dal sud al nord dell’Europa. Gli ignoranti hanno, pare, l’esclusiva sul tema della sicurezza e su quello del sentimento nazionale e cercano di far convergere l’allarme diffuso su questi due temi con la paura dello straniero che alimentano quotidianamente.

Salvini è solo la versione italiana: ci sono Le Pen e Farage, c’è il profondo nord che vira a destra da anni e a est le cose non vanno meglio. Si legge però di una scuola che tutti vorrebbero riformare, si legge altrove del controllo possibile da introdurre alla libera circolazione dei lavoratori dell’Unione, oltre a quelli extra UE, e ci si rende conto che la tentazione d’indebolire l’impianto europeo per recuperare consenso è forte di suo, e non solo per il sostegno dei Putin e di chi altri ha interesse a un’Europa debole, paurosa e subalterna.

Paghiamo l’ignoranza che fa di noi una massa plasmabile e orientabile a piacere. Chi cavalca quest’onda trova spazi vent’anni fa non ipotizzabili, di esempi ce ne sono a bizzeffe. Risolvere il problema sarebbe semplice: invertire la marcia sull’istruzione e sull’informazione, contrastare il becerume, creare un nuovo cittadino davvero consapevole: Non basta la spolveratina di linguaggio edificante, se si basa sull’indifferenza e non sulla profonda condivisione di valori che ogni giorno ricevono picconate da chi costruisce la propria fortuna sull’ignoranza. E’ l’ignoranza che si deve combattere per vincere contro i Salvini. Rincorrendoli sul loro territorio si può recuperare consenso, ma si danza sull’orlo del baratro.

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