Rimugino, ergo sum/Guy Montag

Stare a letto inchiodati dal morbus horribilis dà la stura al rimuginamento. Uno sta lì e pensa, segue traiettorie ardite, s’inventa cose, gli vengono in mente ricordi, spunti, battute, esorcizza paure, fa programmi per il futuro.

La sedazione indotta dalla televisione o dal web è, invece, l’opposto. Ricorda la Parete-Parete di Fahrenheit 451, la televisione che era l’unico canale previsto per l’intrattenimento e l’informazione. Guy Montag aprì gli occhi e smise di fare il bruciatore di libri, uscendo da quel futuro angoscioso per spostarsi tra chi resiste.

Noi che gli occhi non li chiudiamo, invece, saltiamo da uno stimolo all’altro troppo rapidamente, non dando modo alle informazioni di mettere radici e produrre un cambiamento.

Siamo sommersi e riusciamo a ritenere solo una piccola parte di stimoli, che ammassiamo in qualche luogo dentro di noi senza riuscire, poi, a digerirli granché. La sensazione straniante di cui parlava Zerocalcare in una sua vignetta, quella di aver navigato su internet per ore e ore senza sapere perché, e senza alla fine ricordare niente.

La tv e internet ci sedano e ci tengono occupati, i giornali omologatissimi non aiutano, i libri cambiano supporto per cessare di essere oggetti caldi e vengo inglobati nella macchina degli stimoli. Mala tempora currunt. A me una tachipirina.

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