Le case di Totti

totti

La questione è esplosa con l’uscita del libro di Lirio Abbate e Marco Lillo, “I Re di Roma. Destra e sinistra agli ordini di Mafia Capitale” per ChiareLettere. Come si può leggere sul pezzo del FQ che riporta integralmente il testo del libro, una società immobiliare che fa capo al popolare calciatore romanista Francesco Totti ha affittato al Comune di Roma degli appartamenti, nel quadro dell’operazione che attivò i CAAT, Centri di assistenza abitativa temporanea, destinati ad accogliere nuclei familiari vittime dell’emergenza abitativa.

In linguaggio colloquiale locale si tratta dei famosi “residence” che accolgono cittadini in emergenza-casa. La finalità è lodevole: restituire famiglie disagiate, o comunque in emergenza, alla dignità di un’abitazione, per il tempo necessario a trovare una situazione definitiva, magari in case popolari o in altre situazioni più consone. I 35 appartamenti dell’Immobiliare Ten si trovano a Tor Tre Teste, cioè Roma est, sulla Prenestina. Periferia a ridosso del GRA, subito dopo il Quarticciolo, attaccata alla Tor Sapienza salita agli onori della cronaca poco tempo fa per le scene di rivolta urbana contro immigrati e rifugiati politici.

Il Comune paga affitti fuori mercato per immobili di non grande valore in assoluto, il cui stato, come documenta questo servizio del Fatto Quotidiano, è fuori dai minimi criteri di abitabilità dignitosa. L’operazione fu avviata da Rutelli e conclusa dall’Amministrazione guidata da Veltroni, il cui Vice Capo di Gabinetto Odevaine trattò con l’Immobiliare Ten e con molte altre aziende, con cui il Comune ha alla fine stretto accordi per la somma complessiva di oltre 42 milioni. Mentre ci si augura che tutto sia avvenuto in modo trasparente, e si attende quanto potrà eventualmente accertare la Magistratura nel caso ci siano irregolarità formali e/o sostanziali, si registra il rifiuto di Marino di considerare la questione, visto lo stato di servizio del campione giallorosso. “Totti non si tocca!” Ha dichiarato il Sindaco al Tempo, precisando che il ragazzo è sempre in prima linea quando si tratta di fare beneficenza.

Vero, conoscendo le mille iniziative benefiche sostenute dal capitano romanista. Magari il Sindaco poteva anche rassicurare i cittadini sulla ferma posizione del Comune riguardo all’esistenza di prassi e prezzi poco chiari nella gestione dei CAAT e soprattutto sulle condizioni di vita offerte ai residenti in cambio di affitti da quartiere di primo livello pagati con soldi pubblici. Dice, comunque, che ci stanno lavorando alacremente.

Quanto alle case di Totti, l’appartamento mostrato nel filmato del Fatto Quotidiano è fatiscente: ci piove dentro in tutte le stanze ed è privo di riscaldamenti. Ci abitano tre bambini. Il cuore grande del campione giallorosso potrebbe essere facilmente sensibilizzato, se qualcuno si prendesse la briga di fargli fare un sopralluogo. Penserebbe subito a Christian e a Chanel e farebbe immediatamente riparare il tetto e i riscaldamenti della casa, magari facendo anche un bel regalo ai suoi piccoli occupanti, uno dei quali è anche tifoso giallorosso.

In fin dei conti si tratta di immobili di proprietà di una società di cui lui è l’azionista di riferimento, che riscuote canoni fuori mercato per immobili in pessime condizioni. Insomma, se non si può fare uno sconto almeno si faccia qualcosa per ricambiare l’impegno economico gravoso del Comune: un po’ di manutenzione,  dando così una rilucidatina all’immagine del campione, su cui questa vicenda incresciosa proietta un’ombra.

Sull’argomento: Numero 11, Lettera al Sindaco

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