Brevi Interviste Col Felino Domestico

frida

D.
– Ero molto piccola. Ricordo che l’umana femmina era confusa, mentre quello maschio faceva, al solito, casino. Mi hanno messo sul cruscotto di questa macchina sporca e rumorosa. Scivolavo. E’ stata una pessima esperienza, ma arrivata nella loro casa ho scoperto che poteva esserci del buono.

D.
– Controllare il territorio è facile, basta piantare uno strillo a tutto volume e arriva di corsa l’umano maschio a scacciare i nemici. Nel circondario sono conosciuta per aver sbaragliato felini grandi il doppio di me. Basta un po’ d’organizzazione e un umano attivo, il resto è teatro.
D.
– Sì, si può dire. Ma attenzione, non è tutto oro quello che luccica: per esempio non ho ancora capito il motivo per cui il mio umano mi si presenta con croccantini diversi ogni volta. Io cerco di addestrarlo mostrando apprezzamento per i filetti di gallinella, i totani, il macinato, la chianina. E lui riempie quella ciotola. Sono assurdi, a volte, ma ci circondiamo di loro per compagnia, o solo per un capriccio, non so. Per esempio, la pretesa ridicola di farci frufrare d’estate. Con quel caldo!
D.
– Ma poi, suvvia, siamo seri. Questa cosa dei cani non si capisce. Sono animali stupidi oltre ogni ragionevole dubbio! E poi tutta quella saliva, che roba. Eccessivi in tutto. Non capisco come possano anche lontanamente porsi il dubbio di chi scegliere tra noi e loro.
D.
– Certo, il mio umano è docilissimo. Lancia la palla, la rincorre, me la riporta. Io cerco di mostrargli il mio apprezzamento, quindi lui si sbraccia, ride, chiama l’umana per mostrargli contento di aver attratto la mia attenzione. Sono cari, decisamente. Fanno troppo rumore, però: il mio quando starnutisce fa tremare i muri, io cerco di insegnargli le buone maniere ma è dura. L’altro giorno l’ho persino morso, è una cosa che odio fare sul serio ma mi tocca di continuo. Correggerli è il problema.
D.
– Hanno il loro ingegno, guarda. Inventare cose come il pile, per esempio. Caldo, morbido, essenziale. E i termosifoni! Ma quando si associano le due cose è il massimo.
D.
– Sì, confesso che amo le loro droghe. La candeggina è potente! Ma anche altre sostanze, a casa mia c’è un armadietto delle spezie che devo farti assaggiare.
D.
– La musica che sente il mio umano, di quella farei volentieri a meno. E’ tutta scoppi e trilli e rumori metallici. Certe volte mi chiedo perché continuo a tenerlo con me, poi torna dal supermercato con quella deliziosa coda di rospo… Lei, invece, è splendida, le accarezzo i capelli, dormo con lei. Con lui non potrei, è uno scalmanato, va in giro di notte, non dorme, legge, poi mi tocca in continuazione. Sembra un cane. Con gli umani ci vuole pazienza, è lunga la strada per addestrarli, ma sanno regalarti grandi soddisfazioni.

D.
– Certe volte sembrano stupidi. Parlano in quel modo, tipo vieni-bella-micina-che-ti-faccio-uscire-per-una-passeggiatina… però dai, non ci possiamo lamentare. Sono i nostri migliori amici. Accendono i termosifoni, riempiono le ciotole, giocano con gli elastici e la palla, in tutto necessitano di un po’ d’attenzione ogni tanto. C’è di peggio, insomma. Ma sono solidale con quelli che hanno degli umani con la fissazione per i cani: è il segno che, nonostante i progressi fatti, gli umani restano dei sempliciotti. Ma siamo qui per educarli, col tempo cambieranno. Il mio faceva una posizione del gatto davvero ben riuscita. Certo, da lì a miagolare è dura, ma accontentiamoci.

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