Il ritorno degli anni ’80

duran-duran-stripesTre ferali notizie segnano il ritorno degli anni ’80:

1) la morte di Steve Strange, figuro imbellettato che introdusse l’invasione dei “carini” made in UK, segno del definitivo rincoglionimento del paese che ci aveva regalato nei due decenni precedenti Beatles, Rolling Stones, Kinks, Who, Bowie, Animals, Clash, Sex Pistols, Stranglers, Jam, Graham Parker, Costello e numerosa ottima compagnia; Continua a leggere Il ritorno degli anni ’80

Mani sporche

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Ormai basta una serie TV a farci dissotterrare l’ascia di guerra: rimettiamo l’orologio indietro di 23 anni, Emilio Fede ancora in sella, Paolo Brosio non fulminato sulla strada di Medjugorje, il tram che passa e spassa, Gad Lerner fresco come una rosa, Di Pietro con l’aureola intatta. Un Paese fiero della propria integrità che tira le monetine al Mariuolo che intrallazza con l’altro mariuolo. Continua a leggere Mani sporche

Meredith

brambilla-011650.highres-3540847_0x410Cara Meredith, oggi c’è il sole, ma un vento dispettoso spazza il cielo, rompe i rami e ci costringe a pensare, portando in giro parole lasciate incustodite o affidate alla corrente.

Ci porta anche il tuo nome, che in tanti hanno pronunciato apprendendo la notizia dell’assoluzione definitiva di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, per non aver commesso il fatto. Una sentenza di cui dobbiamo rallegrarci, perché ha restituito la libertà a due innocenti.

Per te non c’è giustizia, a meno che non si sia fatta con la sola condanna di Rudy Guede, personaggio dall’inizio trattato come un elemento secondario, in una storia raccontata come un film di cui tu, vittima innocente, non eri la protagonista.

Ti hanno violentato e ucciso a ventidue anni, lasciandoti morire dissanguata dopo averti ferito alla gola: chi lo ha fatto forse pagherà, ma questo non riporterà alla vita il tuo sorriso.

Alla libertà negata agli altri, alle vite sconvolte dal carcere e dall’accusa dell’opinione pubblica non penso, perché come ha detto Amanda Knox avresti meritato tutto e invece il peggio è toccato a te. I due ragazzi emendati da una condanna pesante potranno ricostruire la loro vita. Già lo stanno facendo, respirando questo vento che sussurra il tuo nome.

Noi ci ricorderemo di te, anche se la vita passa oltre, e sono già passati otto anni. Un giorno, di sicuro, verrà il momento, per il tuo assassino. E avrà i tuoi occhi.

Morire in volo

Credimi,
morire non è niente
se l’angoscia se ne va!
(Baustelle, La Morte (Non esiste più))

Salire su un aereo è come superare una prova. Il mondo si divide tra chi ha paura di volare e chi no, anzi, se la gode alla stragrande. E come dargli torto? Si vola per andare in vacanza, in gita, alla peggio per lavoro. E ogni volta in volo si gode per qualche istante di un punto di vista negato all’umano, terricolo e ancorato al suolo, incapace dei colpi d’ala che possono permettersi gli uccelli. Continua a leggere Morire in volo

Memento

Non dimentico che 71 anni fa i nazisti fucilarono, a Roma, alle Fosse Ardeatine, 335 persone, facendo saltare il sito dov’erano ammassati i cadaveri perché l’eccidio rimanesse segreto.

L’esecuzione di massa avvenne per rappresaglia, in seguito all’attentato compiuto dai partigiani dei GAP romani in Via Rasella, costato la vita a 33 militari della forza occupante nazista.

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Io odio il telefonino

Ecco, l’ho detto, mi sento meglio. Odio il telefonino, il telefono portatile, il cellulare. odio di più ancora lo smartphone, disprezzo anche il tablet ma un po’ meno. E’ un oggetto odioso per cui non ho mai provato simpatia. Pesante. Scomodo. Caro. All’inizio brutterrimo, prima grosso come una ciabatta, poi sempre più piccolo ma pieno di difetti, troppo caldo, troppo invasivo. Continua a leggere Io odio il telefonino

Beware od God/Non commettere atti impuri

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Il segreto confessionale

Eccola, ci siamo. Cominciamo dal principio: a un certo punto della sua esistenza un maschio diventa consapevole di avere in dotazione della roba pendula che vive di vita propria.

Non succede tutto insieme, che uno si sveglia la mattina e dice: però. Succede gradualmente, tra intuizioni, scoperte, fugaci apparizioni, visualizzazioni fortuite, interrogativi angosciosi e istruzioni impartite da altri più esperti, presunti tali o millantanti credito, circa il funzionamento dell’attrezzatura in dotazione, le caratteristiche principali e i comportamenti della meccanica femminile, con il corollario di una serie di consigli pratici e istruzioni per l’uso che purtroppo, o per fortuna, uno si dimentica quando è lì che gli servirebbero.

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Caro padre

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Caro padre, la canzone dice che c’è un tempo per cambiare, e noi non ce l’abbiamo avuto. Avremmo cominciato a fare delle cose e ne avremmo fatte tante quante ne vedo, oggi, in giro, tra quelli che ricordano com’erano da piccoli e quelli che si godono i propri piccoli mentre li festeggiano.

Per noi non è stato possibile, e non so se sia mancato più a te il mio sostegno o a me il tuo. Propenderei per la seconda, visto che non so se dove ti trovi puoi sentire o vedere qualcosa, o se semplicemente sei andato in un altrove che non è in nessun dove, lasciandoci, tuo malgrado, mentre noi, come tutti quelli che restano, ci siamo dati da fare per sopravvivere e raccontarcela quanto bastava per andare avanti.  Continua a leggere Caro padre