Jobs Act. Ma che cosa cambia?

Dunque, sto leggendo per cercare di mettere a fuoco le modifiche. Viene fuori che:

1) Le modifiche all’art. 18 riguardano le nuove assunzioni;
2) I nuovi assunti possono ottenere il reintegro nel caso il licenziamento sia intimato illegittimamente e hanno facoltà di optare per l’indennità e rinunciare al reintegro;
3) Si punta a eliminare le forme di precariato più comuni, azzerando gradualmente CoCoCo e CoCoPro e creando corsie preferenziali per il contratto a tempo indeterminato, che non cambia la sua fisionomia. Di fatto non si introduce una nuova forma di lavoro dipendente, ma si punta a privilegiarne una sulle altre;
4) Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo (licenziamento per motivi disciplinari) comporta il pagamento di un indennizzo da parte del datore di lavoro, pari a 2 mensilità per anno di servizio, con un minimo di 4 e un massimo di 24; Per il licenziamento disciplinare il cui motivo è insussistente è comunque previsto il reintegro;
5) E’ più semplice per le aziende il demansionamento dei lavoratori, con qualche limite.

Il Decreto sul contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti e quello sugli ammortizzatori sociali sono definitivi, quello che punta ad abolire CoCoCo e CoCoPro NO, si tratta di una stesura preliminare che dovrà essere resa definitiva. Il passo successivo per i due testi definitivi è la firma del Presidente della Repubblica.

Se sia meglio o peggio lo dirà il tempo. La questione sull’articolo 18 era più simbolica che altro, la sterzata a favore del tempo indeterminato segna il primo passo indietro nella rovinosa china presa dal Pacchetto Treu in poi in tema di flessibilità. E’ poco ma è qualcosa. Non è moneta di scambio rispetto all’indebolimento dell’art. 18: l’impianto del Jobs Act sembra puntare ad accontentare le aziende, creando di riflesso le condizioni per migliorare la situazione occupazionale. La speranza è che le aziende ricomincino a pensare al lavoro dipendente come a una risorsa. Se resta la mentalità degli ultimi vent’anni non cambierà una virgola, se non in peggio.

Solidarietà a tutti i precari che diventeranno ancor più ricattabili con la spada di Damocle della cessazione imminente della forma contrattuale che adesso li tutela (poco). La speranza è che si torni ad avere qualche certezza.

Questo il testo del comunicato del Ministero
Questi i provvedimenti approvati.

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