La Barcaccia sfregiata. Il giorno dopo

Alcune pacate considerazioni all’indomani della messa a ferro e fuoco di Piazza di Spagna da parte di alcuni “tifosi” del Feyenoord.

1) I tifosi facinorosi del Feyenoord sono conosciuti da decenni in tutta Europa. Tra i più pericolosi, al di là della connotazione politica, comune a quasi tutte le torme di vandali che seguono le squadre di calcio. Nazisti anche in contrapposizione al tradizionale legame tra l’Ajax e la comunità ebraica locale;

2) Le forze dell’ordine romane hanno una lunga esperienza in merito, perché a Roma ci sono parti delle tifoserie di Roma e Lazio abituate agli scontri con la Polizia, entrambe della stessa matrice politica. Malgrado questo Roma ricorda una lunga scia di avvenimenti violenti apparentemente tollerati senza prevenire né intervenire efficacemente, dal derby sospeso alle aggressioni alle tifoserie straniere in Campo dé Fiori, all’ordine pubblico carente nei dintorni dello stadio, con gente normale aggredita e picchiata impunemente dai facinorosi in molte occasioni, all’assalto ai commissariati e al CONI nel giorno dell’uccisione di Gabriele Sandri, fino all’omicidio da parte di un ultras romanista nazista del tifoso napoletano Ciro Esposito la scorsa primavera, mentre Genny ‘a Carogna “garantiva” la regolare esecuzione della finale di Coppa Italia, impartendo con gesti plateali gli “ordini” alla curva napoletana. Fatti accaduti in giorni in cui l’allerta doveva essere massima. Come ieri.

3) Le stesse forze dell’ordine sembrano più determinate a reagire efficacemente in occasione di manifestazioni tipo quella dei terremotati dell’Aquila di qualche anno fa, o in molte occasioni in cui cortei di manifestanti sono stati governati con le cariche. Ultimo quello denunciato da Landini (FIOM) qualche mese fa. Questo forse dipende da una maggiore “certezza” sulle istruzioni da seguire nel governare l’ordine pubblico, ma la questione resta.

4) Da decenni chi si reca allo stadio per assistere a una partita di calcio si priva delle normali tutele che spettano a ogni cittadino in qualunque altro luogo della Repubblica. Ci sono migliaia di episodi documentati che dimostrano che alcuni reati contro la persona e contro il patrimonio compiuti allo stadio non sono puniti.

5) In questi casi ci si chiede, spesso, a chi convenga tollerare tutto questo. Il fatto che i teppisti in azione fossero olandesi cambia l’ottica delle cose, perché a doversi giustificare dovrebbero essere le autorità olandesi, che lasciano a piede libero questa marmaglia. Sembra evidente, visti anche i fatti accaduti a Parigi, dove i teppisti in azione erano i tifosi del Chelsea, vecchie conoscenze legate alla solita area neonazista, che gestire il problema non sia così semplice nemmeno altrove. Questo se non ci consola ci rassicura su un fatto: non saremo un Paese normale, ma certe cose accadono pure in posti ritenuti parecchio più “avanti”. Almeno questo.

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