Maestro Jim Morrison

L’uscita del sottosegretario Bressa alla Direzione PD, con la citazione erroneamente attribuita a Jim Morrison (Non esiste la verità, ci sono solo storie, in realtà da attribuire a Jim Harrison, scrittore americano contemporaneo che manco ha una paginetta sul wikipedia italiano, in origine There is no truth, there are only stories) ha regalato qualche soddisfazione a molti maestrini con la penna rossa. Incluso il sottoscritto, che ha sempre da fare gnégnégné in questi casi. Bressa dirà: veniteci un po’ voi. Ma a parte il peccato veniale, colpisce la scelta di cotanto Maestro, anche se ho idea che dipenda più che altro dalla citazione e dall’erronea attribuzione della stessa da parte di chissà chi.

Jim Morrison era un poeta. Un grande cantante, un ragazzo dalla bellezza magnetica, un uomo che si spingeva in ogni occasione contro l’autorità, infrangendo le regole con gesti anche clamorosi, mentre portava avanti la sua corsa autolesionista verso la morte, trovata a 27 anni in un appartamento parigino. Un artista attivo tra il 1967 e il 1971 che difficilmente si riesce a collocare nel Pantheon di un partito politico che più mainstream non si può. Ok, Bressa dice che Jim è stato sottovalutato, ma da chi? Non certo da chi lo arrestava quando, ubriaco, tirava fuori l’uccello sul palco, né da chi assisteva alle sue esibizioni dal vivo, sotto l’effetto di alcol e droghe, mentre liberava l’edipico verso strafamoso che chiudeva The End.

Morrison era uno che viveva esperienze forti, come molti artisti negli anni ’60. Sperimentava in tutte le direzioni ed è morto per questo, come Jimi Hendrix o Janis Joplin. Il suo fascino sta proprio nel rifiuto delle regole e nella vita corsa a velocità folle, lasciando una scia luminosa fatta di poesia e di musica. Di pensiero poco, per quanto lo si possa rivalutare. Alla luce del tempo che è passato, Jim è una figura che nel panorama della musica rock va correttamente dimensionata. Un simbolo, ma i Doors non erano che un gruppo rock che per un po’ si è imposto sulla turbolenta scena californiana. Bello, ma niente di più.

Non so quanto pensiero morrisoniano potabile nel terzo millennio ci possa essere e non mi pare nemmeno uno slancio di modernità citarlo.  Sembra, invece, l’ennesimo (piccolo) gesto che rivela una superficialità sconfortante. Niente di grave, ma non ci si fa una bella figura.
Una chiosa: ecco un’altra citazione di Jim Harrison: We are all naturally xenophobic. Chissà che Salvini…

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