Felicità

Il mio amico Romolo è un maestro di leggerezza. Dispensa post lievi e divertenti, parlando del più e del meno, senza prendersi troppo sul serio. Mesi fa aveva elencato dieci futili motivi per cui essere felici. Un bel post che mi ha spinto a chiedermi se sono felice. Non mi risponderò su queste pagine, ma la mia lista di motivi futili posso snocciolarla. Non prima di aver fatto una considerazione: siamo troppo presi a vivere per fermarci a considerare se siamo felici o no. Almeno fin quando ci sballottano mille sollecitazioni, compresa la domanda di felicità di chi ci sta vicino. La felicità è uno stato dell’anima, è intima e personale, si può condividere in rari momenti di grazia. Ma è difficile anche solo riconoscerla e salutarla quando si è alle prese con delle preoccupazioni. Si rischia di sentirsi in colpa per la propria felicità. Detto questo, e lasciati fuori i motivi seri, ecco i miei dieci futili (non tanto, o non tutti) motivi:

1) Imparare a fare delle cose da solo
Scoprire di avere talento nel fare qualcosa. Oppure no, ma farla, comunque. Ho imparato da solo a fare parecchie cose, quasi nessuna bene, che mi hanno dato in certi momenti grandi soddisfazioni. Nuotare, andare in bicicletta, disegnare, suonare la chitarra, giocare a scacchi, cucinare, usare un computer in modo avanzato, fare la birra. Quando lo faccio sono felice. Imparare, dico. Poche di queste cose mi fanno sentire felice mentre le faccio: a pensarci bene mi sento felice quando cucino. Mentre lo faccio. E poi se quello che ho fatto è buono. Ma è il fare che fa la differenza.

2) Guidare senza fretta ascoltando la musica, possibilmente senza meta, magari cantando
Quando le cose andavano male (ci sono stati momenti in cui le cose andavano male) la ricetta era guidare senza meta ascoltando la musica. Chilometri e chilometri. La calma che scende su tutto. Il vuoto mentale. Il suono della voce.

3) Le endorfine
Dopo una corsa, dopo lo yoga, dopo un abbraccio.

4) Il vino Nobile di Montepulciano, il vino buono in generale.

5) Il mare
Starci e guardarlo. Ma non in spiaggia: passeggiare, respirare, fare tardi e guardare il sole che cala. il senso di grandezza incombente. L’euforia provata a Nazarè, spalle all’oceano.

6) La bellezza
Posti, luoghi, persone. Si prova felicità improvvisa in certi frangenti. Sono stato felice a Ravenna e a Venezia, a Santa Sofia (Istanbul), negli Uffizi nella sala dei capolavori del Botticelli, in Piazza del Campo a Siena, specialmente nel Palazzo Pubblico, in tanti posti a Roma. A Lisbona. In Provenza. In Val d’Orcia. A Parigi. Nelle Crete (Asciano). A Manhattan. Mi sono perso nella bellezza delle donne, avendole e no. La bellezza è quello che ci nutre e ci fa campare.

7) Leggere
Quando si va in presa diretta, la sintonia è totale, si viaggia per pagine e pagine con il vento in poppa. Con i miei americani mi capita spesso.

8) Vincere lo Scudetto e le Coppe
Vinto parecchio, grazie.

9) Lavorare
E’ stato motivo di felicità per molto tempo. Poi le cose si sono messe ad andare male. Poi ho scoperto che non era sempre felicità quella che lo sembrava. Ma su questo ci farò un post.

10) Scrivere
Chissà perché non riesco mai a farlo con continuità. Ogni volta che parto succede qualcosa che

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  1. Senatore Senad

    Qui ci va un pensiero di John Stuart Mill: “Ask yourself whether you are happy, and you cease to be so”. Appena ti chiedi se sei felice, smetti di esserlo.
    E’ il paradosso dell’edonismo.

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