La sensuale coppa di San Valentino

Bollire la testa del maiale, il collo, le cartilagini e i nervetti, poi condirla con le spezie e gli aromi. Cosa c’è di più sensuale? E’ la coppa, in Toscana soppressata. Ruspante, pregna di grasso che scivola sulla lingua e succulento aiuta a stillare acquoline languide. Per l’occasione, ci ho condito la pasta, tirando fuori dal cassetto un algoritmo stravecchio, provato più volte anni fa. Lo scalogno di base, ma che non bruci, nell’olio (o nel burro, se vuoi) insieme a uno spicchio d’aglio e alla buccia d’arancia tagliata a julienne facendo caso a non lasciarci attaccato il bianco, che è amaro. La pasta rigata, penne o pennette o rigatoni o altri tagli corti. Il parmigiano grattugiato e sopra, generosa, la coppa tagliata a julienne, cruda, col suo gusto sensuale. Roba tosta travestita da delicatezza. Non è craccata, ma è buona. Mette sulla giusta lunghezza d’onda, perché l’olfatto, il gusto e la vista sono sollecitati al meglio. Il resto sta a te.

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