Il grido del Drago

In un Paese che confonde l’arte con la proposta di spettacolo omologante un’artista come Ilaria Drago è una mosca bianca. Un animale strano che bazzica i vicoli bui della poesia e del teatro fatto con pochi mezzi e grande talento. La sua lettera aperta al Cirque du Soleil, che si esibirà all’Expo 2015 in cambio di 8 milioni di euro, è il grido di dolore del talento soffocato a morte da chi nega spazi e risorse, nascosto dietro la pretesa di riconoscere soltanto chi sia in grado di alimentare canali commerciali che gli consentano di sopravvivere, trovando ricche scritture e costruendo occasioni per proporsi. Spazi chiusi e lottizzati, mancanza di mezzi e nessuna tutela: questa la realtà che la lettera denuncia, dall’alto di una qualità di artista indiscutibile e da più parti riconosciuta. Meritevole. Mi piacerebbe molto che gli artisti canadesi del Cirque trovassero l’occasione di rispondere e di sostenere la battaglia di Ilaria. Ci conto.

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