Hotel California

Si chiudono all’unisono gli sportelli della macchina. Finestrini abbassati, una marlboro accesa. Occhiali scuri. Le vie del quartiere che scorrono via, l’autostrada che porta in qualche altro dove. La cassetta inserita, il volume al massimo. Arpeggi e versi ambigui, alberghi di lusso, ragazze con tanti amici, echi di paradisi artificiali, prigioni dorate. Teste che si muovono al ritmo della musica, sguardi carichi di promesse. Poi attacca l’assolo, tamarro all’eccesso. E la tensione lascia spazio all’impazienza. Il piede affonda nell’acceleratore, la velocità sale con lo strazio della chitarra che va e torna, leccato, armonico, radiofonico. Non è un crescendo, piuttosto un movimento circolare, avvitato intorno a una melodia leggera. Facile. Che sfuma invece di deflagrare, come promessa non mantenuta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...