La libertà distante

“Della libertà l’uomo non ne può più, troppo faticosa”. (Michel Houellebecq)

Non riusciamo ad agganciarla, questa libertà. Ci siamo messi in testa di spiccare il volo, ma siamo zavorrati da un pensiero pesante che non si allinea con le aspettative. Così c’è una libertà di parola esercitata, ciascuno nel proprio ridotto, che non è responsabile dei danni che fa. Il microfono che internet rende disponibile a tutti restituisce un rumore di fondo distorto, fatto di affermazioni becere che non ci si vergogna di fare, forti dell’approvazione delle persone di cui ci si circonda, sulla base di una qualche condivisione di fondo. Non si alimenta uno scambio, piuttosto uno scontro tra monoliti chiusi a ogni contaminazione. Valori calati dall’alto che non vengono fatti propri: non solo politically correct, ma tutto l’impianto democratico e antifascista su cui ci basiamo non è stato recepito nel profondo. Un impianto che scricchiola, dove l’escluso resiste e si fa coraggio. E rimette la testa fuori. Dinamiche normali. Il cambiamento vero è ancora lontano. Arriverà mai?

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