Pride

Matthew Warchus ha fatto un bel film. Ha ritmo ed è lieve. Ti lascia il retrogusto amaro tipico dei film di Ken Loach, dove chi sbaglia si ricrede, l’unione fa la forza, la solidarietà trabocca ma i cattivi poi vincono, i buoni perdono e comunque le cose edificanti che si raccontano sono successe negli anni ’80, cioè trent’anni fa. Al Billy Bragg finale c’è scappata pure la lacrimuccia. Mi piace soprattutto per come ha raccontato una storia di gay e lesbiche a un vecchio borgataro omofobo come me. Penso che Ozpetek dovrebbe prendere esempio. E non solo lui.

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