Nanni Balestrini, poeta (1935/2019)

LA SIGNORINA RICHMOND RACCOGLIE INFORMAZIONI SULLA CERCHIA DEI PRETENDENTI

Perché i lavoratori della testa
non sono per la rivoluzione
domandò la signorina Richmond
perché di fronte alla rivoluzione 

hanno paura che una cosa
dicono come potrebbe il fiore
in questo sistema di merda
che produce miseria Continua a leggere

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Dimmi buona fortuna

una ragnatela fresca
che si gonfia
come uno spinnaker
sulla finestra aperta
ed eccolo qui
il piccolo capitano
che naviga
su un filo di latte
dimmi buona fortuna
ammiraglio
non ho mai finito niente
alla lunga
(Leonard Cohen)

Una manifestazione fascista

Ed ecco che dal fondo della strada apparve una fila di persone, che si tenevano a braccetto, reggendo come potevano delle bandiere, dei cartelli, dei fascioni: dietro a quella fila, un’altra fila. Ce n’era un fiume.
Si trattava di una manifestazione fascista.

I cartelli inneggiavano a grossi caratteri e con slogans che imitavano quelli della Nuova Sinistra, a Almirante e a Birindelli. Alcuni chiedevano perentoriamente la libertà per un certo xxx “xxx libero”. Forse per questo era stata autorizzata e consentita la manifestazione. (…) Continua a leggere

Cybersex

Lui le si avvicinò e cominciò a parlarle piano in un orecchio. Aveva un’espressione neutra, ma sibilava cose cattivissime.
_Ho cercato di fare di te una donna, ma sei solo una puttana da quattro soldi!
(citava Henry Chinaski, va detto, eh)
E lei:
_Scusami, amore, giuro che da oggi in poi farò tutto quello che vorrai quando lo vorrai e come lo vorrai…

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Storie da bar/2

Lei entrò biondissima nel bar e tutti si zittirono.
Avanzò verso il bancone e ordinò da bere un Campari soda.
Lui le arrancò dietro tutto trafelato.
– Lei invece cosa prende? – Chiese il barista.
– Un tè – esalò lui in un soffio.
– Caldo? – chiese il barista, aggrottando le sopracciglia.
Lui annuì.

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Giorgio Marincola, l’eroe meticcio di Casal Bertone

Giorgio_Marincola«Sento la patria come una cultura e un sentimento di libertà, non come un colore qualsiasi sulla carta geografica… La patria non è identificabile con dittature simili a quella fascista. Patria significa libertà e giustizia per i Popoli del Mondo. Per questo combatto gli oppressori…»
(Giorgio Marincola, dai microfoni di Radio Baita, gennaio 1945)

Letto il testo virgolettato?
Sappiate che non si tratta della dichiarazione di un partigiano intervistato a guerra finita che spiega la sua idea di patria. Si tratta, invece, della trascrizione di quello che questo coraggioso ventiduenne di padre italiano e madre somala disse, dai microfoni di quella radio nazifascista, invece di leggere il messaggio che i nazisti che lo tenevano prigioniero volevano diffondere, per attirare in una trappola i suoi compagni partigiani del biellese. La trasmissione fu interrotta e per Giorgio furono botte da orbi, che non ne ridussero il furore antifascista.

Si parlava, ieri, passeggiando dentro a un bel corteo per la festa italiana del 25 aprile, di quelli che sono caduti all’ultimo minuto, quando ormai la guerra era alla fine. Marincola, liberato nel contesto della rotta nazista, a liberazione ormai realizzata, rifiutò di mettersi in salvo e prese le armi per partecipare alla liberazione del Trentino, ancora in mani naziste, finendo ucciso a Cavalese, scontrandosi con un reparto SS in ritirata che avrebbe compiuto l’ultima insensata strage nel territorio italiano.

Giorgio abitava a Via Cugia, a Casalbertone. Fu allievo di Pilo Albertelli, ucciso alle Fosse Ardeatine, e partecipò alla lotta di liberazione, da iscritto al Partito d’Azione, tra Roma, il viterbese, il biellese e, appunto, il Trentino, dando prova di coraggio e ricevendo la medaglia d’oro al valore militare alla memoria.

Qui se ne racconta la storia.
http://www.anpi.it/donne-e-uomini/386/giorgio-marincola

La donna ideale

Lei si alzava tutte le mattine alle 6, preparava il caffè, una spremuta d’arancia e tagliava una fetta della crostata che aveva fatto la sera prima, con le sue mani, con una delle  prelibate marmellate che confezionava esclusivamente per lui. Aggiungeva biscotti, frutta di stagione, dolci, yogurt, prosciutto cotto.

Lo svegliava portandogli a letto un vassoio con tutto quel ben di dio da mangiare, e lo lasciava tranquillo mentre faceva colazione, andando a preparargli il bagno. Continua a leggere

La sinossi del mio curriculum

La fantastica rospata di Michela Murgia a Matteo Salvini mi ha fatto venire l’idea di scrivere la sinossi del mio curriculum, che pubblicherò su LinkedIn e allegherò al mio CV che i cacciatori di teste cestinano con grande regolarità.
Hai visto mai si notasse qualcosa di interessante.

Comincerò elencando una serie di titoli: Alien, Paradise Alley, Moonraker, La grande rapina al treno, Rocky III sono alcuni dei film che ricordo di aver visto al cinema da spettatore non pagante, vendendo pop corn, bomboniere di gelato e patatine in giro per i cinema di Roma.

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Amore e yoga

Lui si guardò allo specchio e decise: basta con le maniglie dell’amore, basta con la pancia, basta con la ciccia. Da domani si fa sport.
Lei non aveva problemi di linea.
Lui andò al parco a correre. Partì convinto, con uno stile un po’ rimbalzante. Dopo due minuti si sentì avvampare la faccia, il fiato mozzo, le gambe che non girano.
Dopo un paio di tentativi capì che l’impresa non era facile.
Lei gli passò il volantino di una palestra. Continua a leggere

Gli emigranti, adesso

Da sempre, le farfalle, le rondini e i fenicotteri volano fuggendo dal freddo, un anno dopo l’altro, e le balene nuotano alla ricerca di un altro mare e i salmoni e le trote alla ricerca dei loro fiumi. Loro viaggiano migliaia di miglia per i liberi cammini dell’aria e dell’acqua.
Non sono liberi, invece, i cammini dell’esodo umano.
In immense carovane, i fuggiaschi se ne vanno dalla vita impossibile.
Viaggiano dal sud verso nord e dal sole nascente verso ponente.
Gli hanno rubato il loro posto nel mondo. Sono stati spogliati dei loro lavori e delle loro terre. Molti fuggono dalle guerre, ma molti di più fuggono dai salari sterminati e dalle terre bruciate.
I naufraghi della globalizzazione vagano inventandosi cammini, desiderando una casa, bussando alle porte: le porte che si aprono, magicamente, al passaggio del denaro, a loro si chiudono in faccia. Alcuni riescono a infiltrarsi. Altri sono cadaveri che il mare consegna sulle coste proibite, o corpi senza nome che giacciono sotto terra nell’altro mondo dove volevano arrivare.
(Eduardo Galeano)